Hockey, Forte rimonta e batte Bassano in gara tre: è semifinale scudetto con Trissino

Nella bolgia del PalaForte Gual e compagni vanno sotto, rimontano e alla fine resistono nella partita decisiva

FORTE DEI MARMI. Quando il gioco si fa duro, il Forte comincia a giocare. Con una rimonta al cardiopalmo il Forte dei Marmi piega un Bassano irriducibile, conquista gara 3 e strappa il pass per la semifinale dove incontrerà la capolista Trissino. Non c’è voglia né tempo per perdersi in cautele inutili. Le due squadre già si conoscono, già si sono ferite più e più volte nelle prime due gare. Nella bolgia del PalaForte l’obiettivo di chi scende in pista è uno solo: puntare senza tergiversare alla porta avversaria. Per i padroni di casa però le cose non si mettono bene in avvio di gara: al 2’36’’ sono i veneti a passare in vantaggio al primo contropiede utile da sfruttare.

La difesa versiliese lascia un varco di troppo, Scuccato ne approfitta mandando fuori giri Gil con una finta e fredda Gnata nel sette. Trovandosi subito con una montagna da scalare, il Forte inizia a sudare freddo. Ma la paura può far sorgere forze nuove e, a volte, essere uno sprone migliore di altri stimoli. Marc Gual, diviso tra pista e balaustra, sprona i suoi ad un gioco più aggressivo, il vice Martini dalla balaustra gli dà corda: senza più niente da perdere anche i rischi sembrano passare in secondo piano.Così Gnata è costretto agli straordinari sull’ex di turno Federico Ambrosio in più di un’occasione ma il Forte diventa sporco, brutto e cattivo.

L’atteggiamento giusto per avere ragione di un Valdagno guerrigliero come in gara 2: e al 12’44’’ Elia Cinquini imprime tutta la violenza di cui è capace alla pallina e dalla distanza beffa Català scheggiando il palo e superando con la sfera la linea di porta.È la svolta della partita. Nel primo tempo infatti il risultato non si smuove ulteriormente, ma nella ripresa i versiliesi hanno tutta un’altra prospettiva. Nel corso di un vero e proprio assalto all’arma bianca all’area vicentina, al 7’35’’ Xavi Rubio firma il sorpasso: un guizzo fulmineo, una giocata tutta in palleggio filtrando dietro alla porta di Català che trova impreparati sia il portiere sia la retroguardia ospite. Il boato che si alza dagli spalti del PalaForte è assordante mentre in pista lo spagnolo lancia un grido liberatorio. Ancora non lo sa, ma la sua è la rete decisiva della partita. Anche se a fare la differenza, alla fine, è la difesa inossidabile che il Forte riesce ad erigere nell’ultima parte di gara. Gnata è insuperabile, e a niente valgono i tentativi di Ambrosio, Muglia e Cancela che in un finale convulso sfiorano soltanto il pari. Stavolta i veneti non passano.