Dalla Versilia alla notte di San Siro in Coppa, l’Empoli si gode i baby fenomeni Furlan e Fazzini

Il portiere ha giocato da titolare (con un 8 in pagella) contro l’Inter di Inzaghi. Debutto per il giovane centrocampista subentrato nel finale

VIAREGGIO. Una serata così non se la immaginavano neppure loro: Jacopo Furlan tra i migliori, tanto che la Gazzetta lo premia con un 8 in pagella, Jacopo Fazzini all’esordio assoluto tra i professionisti. San Siro, la scala del calcio, diventa così il teatro dei sogni per i due viareggini dell’Empoli, certamente rammaricati per l’eliminazione dagli ottavi di Coppa Italia per mano dell’Inter maturata solo ai supplementari, ma nel contempo orgogliosi (e anche un po’increduli) a livello personale. Legittimamente. Furlan sfodera una prestazione di platino, come il colore dei suoi capelli: una parata dietro l’altra, tutte utili per negare il gol a Dumfries, Lautaro (due volte) e Sanchez. Un paio di incertezze rischiano di rovinare la partita a lui e ai toscani, ma alla fine riesce comunque a cavarsela. E sui tre gol segnati dall’Inter, le sue colpe sono minime. Il loro portiere ha fatto parate straordinarie», ha detto Simone Inzaghi, tecnico dei nerazzurri.

Nessuna giustificazione, ma una giusta attribuzione dei meriti di un ragazzo che ha saputo sfruttare come meglio non avrebbe potuto l’opportunità concessagli da Andreazzoli, l’allenatore dell’Empoli: Furlan, 29 anni il prossimo 22 febbraio, non aveva infatti mai giocato in stagione. Nella precedente era stato invece impiegato 7 volte, di cui 5 in serie B e 2 in Coppa Italia (la seconda al San Paolo, contro il Napoli, gara anch’essa persa 3-2) .Cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli, l’estremo difensore viareggino è stato poi protagonista di un pellegrinaggio calcistico che l’ha visto attraversare l’Italia in lungo e largo, sempre in serie C, pure nella squadra della sua città (da vice di Massimo Gazzoli, tra il 2012 e il 2014) .

È ritornato nel club azzurro nel 2020, accettando il ruolo di secondo e rivelandosi presenza preziosa nello spogliatoio. La serata di mercoledì ha ripagato i molti sacrifici compiuti negli anni.Ne ha dieci in meno, rispetto a lui, Jacopo Fazzini, classe 2003. «Come se tu fossi nella Primavera», la raccomandazione di Andreazzoli appena prima del suo ingresso in campo, un inedito assoluto tra i professionisti. Un debutto a San Siro, contro l’Inter, se lo ricorderà a vita il ventenne viareggino, punto fermo della Primavera guidata da Antonio Buscè (con cui la passata stagione ha vinto lo scudetto di categoria) e destinato presto a lasciarla per misurarsi costantemente tra i professionisti. Inserito da Andreazzoli nel primo tempo supplementare, si è fatto apprezzare per duttilità e corsa, senza eccedere in protagonismi. Già nel giro delle nazionali giovanili, a riprova della considerazione di cui gode anche nell’ambiente azzurro, a questo punto non può che sperare di debuttare pure in serie A. Di questo passo non gli ci vorrà molto.

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