Dalla Ninfea alla Fiorentina: la punta torrelaghese Filippo Di Stefano debutta in serie A

Il coach dellaViola Vincenzo Italiano lo ha buttato nella mischia nel finale della gara vinta per 3-1 contro la Sampdoria

VIAREGGIO. Il cronometro scorre allo stadio Artemio Franchi di Firenze. È la serata di Fiorentina-Sampdoria, con la Viola che in rimonta sta gestendo il vantaggio di 3-1. Il 90’ormai è prossimo a scoccare, ma restano da giocare i 4 minuti di recupero assegnati dall’arbitro Federico Dionisi. Mister Vincenzo Italiano guarda quindi la sua panchina, lo indica, segnala il cambio al quarto uomo.

La vittoria è ormai in cassaforte e quei 4’ al posto di un pilastro come José Maria Callejon per Filippo Di Stefano, 18 anni originario di Torre del Lago, sono i più importanti mai giocati finora. Perché segnano il tanto atteso ingresso nell’Olimpo del calcio italiano, l’esordio assoluto in serie A.Attaccante classe 2003, Filippo di Stefano veste la maglia della Fiorentina ed è uno degli astri nascenti della Primavera viola allenata da Alberto Aquilani. Il suo percorso però è iniziato proprio a Torre del Lago, tra i Pulcini nelle fila dell’allora Ninfea Torrelaghese: quattro anni che lo hanno portato a spiccare sui suoi compagni, al punto da suscitare l’interesse del Livorno (che era in serie A) . Cresciuto nelle giovanili amaranto per tre stagioni, ben presto è arrivata la chiamata tanto attesa: quella della Fiorentina.

«Fummo cercati da Niccolini e Cappelletti - ha raccontato il padre Giuseppe Di Stefano a Labaroviola.com, - ci bastò poco per capire che avevamo a che fare con una società che tratta il proprio settore giovanile come se fosse una vera prima squadra». Non a caso, il sì di Di Stefano è stato praticamente immediato. Il suo punto di riferimento è Roberto Baggi; Filippo con la Primavera ha già collezionato una Coppa Italia (superando la Lazio per 2-1) e la soddisfazione di segnare il gol partita allo scadere del match contro l’Inter in campionato. Non solo: ha chiuso la scorsa stagione con 18 presenze in campionato e quattro gol mentre quest’anno - in solo 8 partite - ha già collezionato due reti. Risultati che non sono passati inosservati anche agli occhi attenti dello staff tecnico della prima squadra guidata da mister Italiano. Quattro minuti di gloria, forse l’antefatto di un futuro ancora più brillante.

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