Sei Forte Alessandro: doppietta e dediche: «Volevo smettere, ecco come sono tornato al gol»

Maggi, 19 anni, ha già segnato cinque reti trascinando i compagni del Forte dei Marmi : «In estate i miei cugini mi hanno convinto a non lasciare»

VIAREGGIO. Quattro reti nelle ultime tre partite, cinque in totale nelle nove gare giocate. Indubbiamente un buon bottino per Alessandro Maggi, 19 anni compiuti a inizio novembre da Pietrasanta, attaccante del Forte dei Marmi del presidentissimo Emiliano Ulivi. Una sorpresa per tutti visto che Alessandro nonostante la giovane età stava per appendere gli scarpini al chiodo ed è stato convinto a ritornare in campo dai fratelli Tedeschi, i suoi cugini. E proprio con Giacomo il giovane Alessandro sta componendo una delle coppie gol più prolifiche del girone A della Prima Categoria, a tutto vantaggio della squadra di Simone Bertolla che dopo la sconfitta nella gara d’esordio ha infilato otto risultati utili di fila che l’hanno fatta risalire fino al terzo posto della classifica.Come tutti i ragazzi nati negli anni duemila, Alessandro ha iniziato a tirare calci ad un pallone appena ha cominciato ad avere un equilibrio stabile. E ne sanno qualcosa mamma Michela e papà Massimo, ai quali ha dedicato la doppietta messa a segno nel derby con il Corsanico, e soprattutto le porte di casa bersaglio preferito del bambino.E allora ecco che i genitori si decidono a portarlo su un campo di calcio.

Gli inizi sono con il Forte dei Marmi, poi Lido di Camaiore poi il Real Forte con il quale, nella stagione prima della pandemia, viene aggregato alla prima squadra. Alessandro però non riesce a conciliare quell’impegno con lo studio e preferisce tornarsene nella juniores. Poi il periodo di stop per il Covid, la chiamata del Camaiore che declina perché non sente più il richiamo del prato verde. Stimoli che invece ha ritrovato nel Forte dei Marmi dove lo hanno portato ad inizio stagione Gianluca e Giacomo i suoi cugini punti di forza dei rossoblù.

Quella contro il Corsanico è la prima doppietta segnata in un campionato non giovanile?

«Sì è la mia prima doppietta. E sono molto contento soprattutto perché è arrivata dopo i gol che avevo segnato nelle domeniche precedenti».

A chi vuole dedicare la prodezza?

«A mamma Michela e papà Massimo che tutte le domeniche mi seguono».

Perché voleva smettere con il calcio?

«Dopo essere stato fermo come tanti ragazzi della mia età causa la pandemia mi era passata la voglia. Mi aveva cercato anche il Camaiore quando era stato fatto ripartire il campionato di Eccellenza ma dopo un paio di allenamenti ho ringraziato ed ho declinato l’invito perché non avevo più stimoli per correre dietro ad un pallone».

E invece questa estate...

«Gianluca e Giacomo tedeschi i miei cugini mi hanno convinto ad andare a giocare con loro nel Forte dei Marmi. Ho accettato e credo di avere fatto la scelta giusta perché mi sono venuto a trovare in un gruppo solido in tutte le sue componenti, dal presidente, all’allenatore fino a tutti i componenti di una rosa molto giovane».

Si descriva dal punto di vista tecnico.

«Intanto diciamo che sono mancino. Posso giocare da prima punta anche se non sono un attaccante egoista. Mi piace giocare per la squadra aiutato dal fatto che ho una buona visione di gioco che credo sia il mio pregio maggiore».

Cosa fa oltre a giocare a calcio?

«Frequento l’Università, il primo anno di economia aziendale».

Domanda scontata ma sempre da fare: sogna di salire qualche categoria?

«Mi piacerebbe. Ma ora non ci penso o meglio penso solo a fare bene con la mia squadra».

Il modello di calciatore?

«Tifo per il Milan ed il mio idolo da bambino è stato Ronaldinho».

Cosa vuol dire giocare a fianco di uno come Giacomo Tedeschi?

«Mi insegna come muovermi in campo e mi dà sempre la carica. Spero di fare tante reti come lui ma non sarà facile perché Giacomo è veramente bravo ma non è un mistero».

Dove può arrivare la sua squadra?

«La serie utili di risultati ci ha rilanciato nell’alta classifica. Vedremo tra un paio di mesi».

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