Seravezza, il ko con il Fanfulla chiude una settimana da dimenticare

La sconfitta interna matura nel primo tempo. Ruvo: «Non siamo entrati in campo come al nostro solito» 

Seravezza. Finisce una brutta settimana per il Seravezza che prima viene rimontato a Forte dei Marmi nel finale, poi perde in Coppa, perde il ricorso della partita con il Ravenna e perde anche Nicolas Bresciani per due mesi. La sconfitta contro il Fanfulla matura nel primo tempo e nei tre gol subiti da Lagomarsini negli unici tre tiri, c’è sempre lo zampino della difesa: nel primo un assist di Cavalli ad Austoni, nel secondo una palla persa in uscita con la difesa che poi non rientra a dovere e nel terzo tutti che si formano a contestare giustamente l’inversione di un fallo laterale, sul quale tutti dormono, sebbene poi serva un gol da cineteca a Laribi per trovare il gol.

Nella ripresa manca quella verve agonistica per provare a rimetterla in piedi. Tutti a fare il compitino senza squilli: solo Benedetti ci prova, ma il gol arriva troppo tardi. Tanti infortuni, tanti impegni e giocatori che ancora devono dare il meglio come Podestà che non è quello devastante dello scorso anno.


Servirà riposare questa settimana e trovare energie nuove dopo una striscia positiva che si interrompe bruscamente. «Abbiamo giocato una partita non bella – commenta mister Alberto Ruvo, – in cui non siamo entrati in campo come al nostro solito, con il solito piglio che ci contraddistingue. È vero che loro hanno trovato tre tiri e tre angolini impossibili da parare, ma come ho detto ai ragazzi se avessimo finito il primo tempo senza prendere gol sarebbe stato per fortuna e non per nostra bravura».

Continua l’allenatore del Seravezza: «Loro sono stati bravi a fare gol. Nel secondo tempo abbiamo provato in qualche modo a riaprire la partita, lo abbiamo fatto troppo tardi. Bisogna voltare pagina velocemente perché non siamo una squadra che può entrare in campo deconcentrata. Speriamo che almeno questa partita ci serva sotto questo aspetto».

Ancora mister Ruvo: «Non dobbiamo fare un passo indietro rispetto alle certezze che abbiamo costruito durante la striscia positiva di risultati, pensando che la strada per migliorare ancora lunga. In panchina avevo tutti ragazzi ed è mancato quel qualcosa per poter invertire la rotta. Non credo che il problema sia stato a livello fisico, quanto piuttosto psicologico perché ho visto comunque una squadra che ha lottato con rabbia, che nel finale aveva ancora la gamba per continuare ad attaccare e dopo il secondo gol, ha voluto provarci». In panchina, ricorda il mister, «avevo solo 2003 e non era facile trovare qualcosa per cambiare l’inerzia di questa partita. Bravi loro ad averla portata in fondo e merito anche ai nostri avversari».


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