Altro che Marinai, ora Stefano comanda la fuga del Viareggio: «Sogniamo in grande»

Un gran gol da trenta metri nel match casalingo col Mulazzo: «Ho visto il portiere fuori dai pali e ho detto: “Ci provo...”»

VIAREGGIO. Un sinistro a foglia morta da almeno trenta metri con il pallone che va a spengersi proprio sotto l’incrocio dei pali con il portiere vanamente proteso in tuffo. Un gol così Stefano Marinai non lo aveva mai segnato neanche nelle giovanili. Un gesto che ha fatto spellare le mani al folto pubblico presente e che è arrivato in un momento forse decisivo della partita ovvero pochi istanti dopo che il Viareggio era rimasto in inferiorità numerica per l’espulsione di Belluomini.

Le zebre erano già avanti di due reti ma il gol da cineteca del numero dieci bianconero ha mandato in archivio la partita. Ventotto anni, viareggino doc, centrocampista tutto mancino vanta circa duecento gare in serie D collezionate con le maglie di Massese, Forcoli, Mezzolara, Sestri Levante, Recco, Seravezza, Ponsacco, Casale e Sangiovannese oltre che con il Viareggio con il quale aveva giocato tra il dicembre del 2016 ed il giugno del 2018. Un ritorno figlio della voglia di far risalire la squadra della sua città di qualche categoria perché di smettere di giocare Stefano non lo aveva preso in considerazione, nemmeno dopo il brutto infortunio patito al ginocchio nella stagione a Casale.


Una rete così, per tua ammissione, non l’aveva mai segnata.

«Ho segnato qualche gol con tiri da fuori area ma da quella distanza mai».

Cosa ha pensato prima di calciare?

«Ho visto il portiere un po’ fuori dai pali e allora mi sono detto che dovevo provarci. Erano gli attimi successivi all’espulsione di Belluomini ed ho pensato che c’era da fare qualcosa di importante per evitare che la nostra squadra si facesse prendere dal nervosismo».

Come è maturato il suo ritorno con il Viareggio?

«Avevo deciso di continuare a giocare magari in Eccellenza per avere la possibilità di svolgere al meglio la mia attività lavorativa. Ma poi ho fatto una chiacchierata con Reccolani e il progetto mi è piaciuto».

Un progetto che mette al centro i giocatori locali.

«Una cosa bella e interessante e della quale ci tengo a farne parte. Abbiamo formato un bel gruppo».

Che idea si è fatto della categoria?

«Siamo il Viareggio, è logico che contro di noi tutti cercano di dare qualcosa di più. Ma sappiamo bene che ci sarà da lottare e proprio per questo è importante partire con il piede giusto. Magari conquistando delle vittorie brutte».

A vedere la partita contro il Mulazzo c’era anche tuo fratello Simone. Si potrà vedere i due fratelli Marinai assieme in bianconero?

«Non abbiamo mai giocato assieme nel calcio a undici e la cosa mi incuriosisce molto. Al momento Simone ha alcuni impegni di lavoro ma io sto facendo di tutto per convincerlo a tornare in campo per fare parte assieme di questo percorso. Così come abbiamo fatto nel il beach soccer».

A proposito di questa disciplina in questa stagione ti si è tolto soddisfazioni importanti: lo scudetto con il Pisa poi la Nazionale.

«Una bella vittoria anche perché non eravamo tra le squadre favorite. Noi sapevamo di potercela giocare con tutti. La consapevolezza ci è venuta dopo avere perso in malo modo la finale di Coppa Italia con il super Catania, in tre contro cinque a causa di due espulsioni».

Hai qualche rimpianto per non avere fatto carriera tra i prof?

«Nel 2016 potevo andare alla Lucchese o al Cuneo ma poi non se ne fece niente. Poi l’anno di Casale stavo facendo bene ma mi feci male e qualsiasi ambizione rimase nel cassetto».

Da viareggino cosa vuole dire ai tifosi?

«Mi fa piacere che una buona parte del gruppo Ultras è potuta tornare a seguirci. Personalmente ho con loro un rapporto di amicizia. Hanno capito che ci teniamo alla maglia. In generale dico a tutti i tifosi bianconeri che cercheremo di risalire qualche categoria nel più breve tempo possibile e magari tornare a fare festa allo stadio dei Pini. Ma a proposito si sa quando riaprirà lo stadio?».

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