Da Vallefoglia a Macerata: cambio di casacca per la versiliese Bresciani

«La squadra sarà totalmente nuova, dovremo trovare la giusta amalgama, mettendo in campo la miglior pallavolo possibile partita dopo partita, e questo è il primo obiettivo»

PIETRASANTA. Dopo aver portato la Vallefoglia volley in serie A1, il libero pietrasantino Giulia Bresciani (alla sua terza promozione in massima serie) sceglie di cambiare casacca pur rimanendo nelle Marche e nella prossima stagione andrà a sostituire l’altro libero nostrano Veronica Bisconti (ora a Mondovì) in forza a Macerata. «Non è mai semplice lasciare – spiega – quando si è stati bene e si sono conosciute persone di cuore che ringrazio, dalla prima all’ultima per l’affetto, il rispetto e la serietà che hanno sempre dimostrato. Vi porto dentro. La vita è fatta di scelte, alcune semplici e altre meno, condivise o no, seguo la mia strada che mi porta ancora un po’ più giù, lungo la costa adriatica…».

E proprio una scelta personale è alla base del cambio casacca che la porta a non proseguire il cammino in A1 con Vallefoglia: «Ho preferito andare a Macerata – prosegue –per esigenze personali: mi hanno fatto un’offerta che vedeva incontrarsi i miei interessi e i loro. Macerata mi ha sempre voluta fortemente, ci sono stati contatti anche negli anni precedenti ma non c’era mai stato modo, le nostre esigenze non si incontravano. Quest’anno c’è stata la possibilità di concludere il contratto e sono contenta».


Ora Giulia Bresciani è in vacanza fino al 25 agosto (data di inizio ritiro): «La squadra sarà totalmente nuova, dovremo trovare la giusta amalgama, mettendo in campo la miglior pallavolo possibile partita dopo partita, e questo è il primo obiettivo». In attesa delle disposizioni finali relative alla presenza del pubblico al palasport Giulia si è così espressa: «penso che se il pubblico è attaccato alla maglia, non farà fatica ad attaccarsi a persone nuove, soprattutto se ci sarà la possibilità di far entrare il pubblico in palestra e farlo appassionare match dopo match».

«È questa una promozione – spiega, tornando alla gioia per il salto in A1 – che vale tantissimo, arrivata al culmine di una stagione infinita, lunghissima, considera che eravamo in palestra dall’11 luglio e siamo arrivate in fondo, dopo lo stop per covid, con un mese e mezzo di gare ogni tre giorni, con le relative trasferta. Sono stati play off dove non si gioca solo con il fisico ma è la voglia di andare avanti e di vincere a motivarti».

Una stagione caratterizzata dalla pandemia: «La difficoltà per noi è stata più che altro la routine dei tamponi ogni volta, il non poter prendere un volo perché il pulman era più sicuro, con le trasferte che giocoforza si allungavano e quindi complicavano. Ma noi facendo pallavolo siamo state delle privilegiate perché abbiamo potuto continuare a fare una vita abbastanza normale, al di là del non poterci concedere una sera fuori o una girata nel giorno libero». —

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