Marti suona la carica: «Crediamoci»

Il trascinatore di gara 3 vede più vicina la “remuntada” «Ma domani sera a Lodi non dovremo sbagliare nulla»

Gabriele Buffoni

Forte dei marmi. Due gol - entrambi su assist di Federico Ambrosio, altro autore di una doppietta decisiva - nel giro di sedici secondi. Ma oltre alla doppia firma sul tabellino dei marcatori, a far salire in cattedra Marti Casas nell'impresa di piegare il Lodi in gara 3 è stata una prestazione ancora una volta superlativa. Stretti i denti per un infortunio che non ha mancato comunque di farsi sentire, il giovane talento spagnolo ha vestito i panni di vero trascinatore della squadra rossoblù per mettere a segno un primo punto fondamentale in questa finale scudetto.


Resta solo da capire, adesso, se i suoi sforzi (e di tutta la squadra rossoblù) saranno stati vani o meno: se cioè questa vittoria del Forte dei Marmi rimarrà soltanto come un lampo d'orgoglio o se sarà l'inizio di qualcosa capace di fare la storia.

Casas, ancora una volta sotto pressione questo Forte dei Marmi ha dato il meglio di sé: i giochi iniziano davvero adesso?

«Dovevamo dare tutto, sentivamo questa esigenza. E abbiamo dato tutto. Quando questo Forte dei Marmi sembra spacciato, riesce sempre a mettere in pista quel qualcosa in più che in una finale scudetto così equilibrata fa tutta la differenza del mondo. Per adesso abbiamo ottenuto una sola vittoria, il Lodi è ancora in vantaggio per 2-1 e domani sera avrà in casa propria un altro match-point. Però mentalmente essere riusciti a mettere in ginocchio i nostri avversari in gara 3 ci aiuterà tanto per preparare la prossima partita: avevamo bisogno di un risultato del genere, in grado di darci le conferme che cercavamo in questa serie».

Negli ultimi giorni, già alla vigilia di gara 3, si è parlato di una rimonta che finora non è mai riuscita a nessuno nell'hockey italiano: dopo questa vittoria quanto si fa più concreta quest'idea?

«Non ci pensavo prima di gara 3, non ci penso neppure adesso. È troppo lontano ancora lo scudetto. Dobbiamo muoverci anche mentalmente partita dopo partita: per noi ogni volta che scendiamo in pista può essere l'ultima adesso, per come è la messa la serie, quindi non dobbiamo pensare a cosa può accadere in un'eventuale gara 5. Abbiamo vinto la terza partita, ora pensiamo alla quarta. L'impresa si farà se riusciremo a riportare la serie qui a Forte dei Marmi ma per adesso abbiamo solo messo un primo mattonino: domani andremo a Lodi per dire la nostra con forza e vincere, non ci sono altri obiettivi al di fuori di questo».

Cosa serve per ripetervi anche a Lodi?

«Non sarà facile, anche perché mi aspetto una grande risposta del Lodi domani sera. Servirà fare una partita intelligente e di grande concentrazione: in gara 3, al di là del risultato, la differenza l'hanno fatta i dettagli. Li abbiamo curati molto di più rispetto a gara 1 e gara 2 e la differenza si è sentita. Quindi servirà concentrarci subito su quella che può essere la reazione dei nostri avversari alla sconfitta di gara 3 e cercare un modo per metterli in difficoltà. Perché, ripeto, l'unica strada percorribile per noi è vincere. Non ci sono altre opzioni».

Adesso però il Forte può contare di nuovo su di lei: pensa di poter essere il giocatore in grado di trascinare il Forte ancora una volta alla vittoria?

«Sono lo stesso Marti Casas di prima, quello che non vuole cedere nonostante il dolore dell'infortunio. Mentalmente sto molto meglio e, di questo, devo ringraziare la mia ragazza Raquel che mi ha sempre sostenuto e tutti i nostri tifosi: quando in pista sento una fitta mi concentro su di loro, li sento cantare dagli spalti e stringo i denti. Io ci credo, e non sono il solo: tutti noi vogliamo vincere domani sera, finché non sarà finita continueremo a crederci. A testa alta, giocando da squadra come sappiamo fare». —

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