Forte dei Marmi, Gnata ci crede: «La rimonta è possibile»

Il portiere rossoblù sicuro che i giochi non siano ancora fatti: «Abbiamo dato il meglio quando ci credevano spacciati»

FORTE DEI MARMI. Ancora una volta beffati dalla lotteria dei rigori. Per il Forte dei Marmi sembra quasi una maledizione. Dopo la sconfitta nella finalissima di Coppa Italia, ancora una volta a condannare i rossoblù nel confronto con il Lodi sono stati i tiri dal dischetto che sabato hanno permesso ai lombardi di allungare sul 2-0 il vantaggio nella serie e di godere - già a partire dalla gara 3 di mercoledì, ancora al PalaForte - del match point valido per lo scudetto.

Se da un lato però lo sconforto dei rossoblù è comprensibile, dall'altro c'è anche la consapevolezza che la prestazione di sabato sera avrebbe meritato qualcosa di più. A confermarlo anche le parole di uno dei grandi protagonisti non solo del match di gara 2, ma di tutta questa finale: Riccardo Gnata, spesso determinante con le sue parate nel mantenere salva la porta rossoblù.


Gnata, ancora un confronto deciso dal dischetto dopo 60 minuti giocati ad alta intensità: c'è qualcosa innanzi tutto da recriminare su quanto mostrato in pista dal Forte?

«Non so cosa avremmo potuto fare di più: abbiamo fatto una grande partita, sia io in porta che i miei compagni per quel che riguarda la fase difensiva ma soprattutto la fase offensiva. Abbiamo dato prova di esserci, di volere questo scudetto e soprattutto abbiamo regalato ai tifosi che finalmente sono tornati sugli spalti un gran bello spettacolo. Se proprio penso a qualcosa da recriminare, le uniche immagini che mi passano davanti agli occhi sono quelle dei quattro o cinque pali clamorosi che abbiamo colpito: sono dettagli, ma hanno fatto la differenza perché avremmo potuto chiuderla addirittura nei 50 minuti. Purtroppo è andata così: è un'annata difficile, dove ogni volta se c'è qualcosa che può andare storto la pallina sembra prendere sempre quella strada. Ma non per questo smetteremo di provarci. Stavolta la fortuna ha sorriso ai nostri avversari, ma se in questa serie continueremo a mettere in pista prestazioni come quella di gara 2 non sono così sicuro che alla fine a spuntarla sarà il Lodi».

Come ha vissuto quei momenti sfortunati, dovendo difendere la vostra porta in una situazione che si faceva sempre più precaria per poi subire la beffa dei rigori?

«Purtroppo i tiri dal dischetto sono sempre una lotteria, quando si arriva a quel punto può davvero vincere l'una o l'altra squadra. Francamente sul momento, quando ho visto tutti quei pali e quelle traverse, non mi ci sono soffermato. Una frazione di secondo e dovevo già stare attento all'azione avversaria: è quando è finita la partita che effettivamente un po' di sgomento è venuto fuori, perché per un niente abbiamo davvero mancato una vittoria importante».

I vostri avversari si trovano ora ad una sola vittoria dal titolo con tre potenziali match-point da sfruttare: nessuno prima d'ora ha compiuto una rimonta simile.

«Non ho detto che sia semplice, ma a noi questo non ci spaventa. Se possibile, in tutta la stagione il meglio l'abbiamo sempre dato quando siamo stati ridotti all'angolo e sembravamo ormai spacciati, contro ogni pronostico. Detto questo, rimanere lucidi e concentrati è essenziale. Adesso recupereremo le energie, poi riprenderemo ad allenarci per preparare la partita di mercoledì: quella sarà il primo ostacolo da superare, dobbiamo tirare fuori tutto quello che abbiamo. Noi ci crediamo e continueremo a crederci fino in fondo. Il Lodi ora potrà sicuramente giocare con maggiore tranquillità ma per vincere lo scudetto c'è bisogno di vincere tre partite. Che siano le prime tre o le ultime tre, conta poco: mercoledì giocheremo in casa nostra, ripartiamo da qui, dalla carica che il nostro pubblico non ci ha fatto mancare neppure in gara 2». —

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