Sandrigo, un passo verso... il Forte

Sul “caso Valdagno” interviene Piero Tosi: «Sul Covid c’è un regolamento preciso e va rispettato»

Gabriele Buffoni

Forte dei Marmi. Lodi, Trissino e Montebello al fianco del Valdagno nell’appoggiare il giro di aiuto dei giocatori biancazzurri: una richiesta di solidarietà e comprensione inviata soprattutto alla Federazione affinché si trovi una soluzione per aspettare il rientro del Valdagno nei playoff (dove avrebbe dovuto disputare il turno preliminare contro il Correggio, impegno a cui ha dovuto rinunciare a causa di un cluster di postivi al Covid-19 nella propria rosa). Una soluzione – come spiegato anche dal responsabile per il settore tecnico di hockey su pista Marcello Bulgarelli a Il Tirreno – difficilmente praticabile: si tratterebbe infatti di rinviare i playoff di oltre un mese. Anche la scelta di schierarsi a sostegno di tale richiesta lascia dunque i dubbi sull’effettiva volontà delle stesse società di fermarsi per un periodo di tempo tanto lungo da entrare in conflitto con l’organizzazione stessa dei playoff (considerando che il calendario attuale già vede la potenziale gara 5 di finale scudetto fissata al 15 giugno).


«Bisogna guardare in faccia alla realtà – commenta il presidente del Forte dei Marmi, Piero Tosi – il Valdagno ha tutta la nostra solidarietà: sappiamo bene che in queste settimane si concentra il lavoro di un’intera stagione e che, sportivamente parlando, è un dramma doverci rinunciare. Probabilmente, se capitasse una cosa del genere in una finale scudetto, lo stesso titolo perderebbe di significato. Tuttavia – dichiara Tosi – c’è un regolamento ben preciso che è stato approvato da tutte le società. Tant’è che ci sono squadre, come ad esempio lo Scandiano, che per rispettarlo ha disputato numerose partite senza i propri migliori giocatori, risultati positivi al Covid per un lungo periodo, e si ritrova oggi tra le candidate alla retrocessione. Purtroppo i tempi di recupero dal virus non permettono altre soluzioni praticabili a questo punto della stagione: si parla di settimane, non di uno o due giorni».

Una posizione ribadita anche dalla Lega Italiana Hockey Pista. «Dispiace, sportivamente e non solo, ripiombare in quest’incubo ora che vedevamo la luce in fondo al tunnel – commenta il presidente, Enrico Stevan – lo stop di un mese, nel migliore dei casi, è però l’unica soluzione possibile ed è impraticabile in termini logistici e di calendario. Condivisibile l’uscita solidale di alcune società – ammette – ma è inutile puntare il dito contro la Federazione che, in quest’anno, si è spesa tantissimo in aiuto delle società e sui cui aiuti contiamo anche per la prossima stagione: l’unica speranza adesso è che non capiti a nessuna altro club una situazione come questa».

La preoccupazione, insomma, è tornata a dilagare tra i club di serie A1. E già in alcuni casi si corre ai ripari. «Abbiamo invitato i nostri giocatori ad evitare qualunque situazione di potenziale rischio in casa – spiega il presidente rossoblù Tosi – è un momento delicatissimo della stagione e non nego che anche l’idea di affrontare la vincente tra Montebello e Sandrigo ai quarti di finale, e quindi disputare una sfida in Veneto, mi metta personalmente un po’ di preoccupazione. Bisogna andare avanti e prendere tutte le misure cautelative possibili». —

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