Contenuto riservato agli abbonati

Anche l’hockey su pista ora punta a una sua Superlega

Una gara di Eurolega di hockey su pista

Il Forte dei Marmi unica italiana del progetto. Ma Aracu (Fisr) replica: «Da noi chiusura totale»

Gabriele Buffoni

Il terremoto che sta sconvolgendo il mondo del calcio potrebbe ben presto travolgere anche quello - ben più piccolo sia per bacino di appassionati che, soprattutto, per giro d’affari - dell'hockey su pista. Il progetto della Superlega europea di calcio che ha coinvolto 12 top club europei (tra cui le italiane Inter, Milan e Juventus) ha infatti un suo corrispettivo anche con pattini e stecca. L'associazione già esiste, si chiama Ehca (European Hockey Clubs Association) e a farne parte sono undici società che costituiscono il gotha europeo dell'hockey su pista: le spagnole Barcellona, Reus Deportiu, Liceo La Coruña, Noia e le portoghesi Porto, Sporting Lisbona, Benfica e Oliveirense figurano come otto società fondatrici ma a queste si sono subito aggiunte la lusitana Barcelos, la francese Saint Omer e - unica italiana - l'Hockey Forte dei Marmi, squadra vincitrice dell'ultimo scudetto nel 2019 e da ormai diversi anni nel novero di squadre ai massimi livelli continentali.


IL PROGETTO

Tutto nasce nel 2018 in Catalogna. L'idea - portata avanti dal Barcellona (l'attuale presidente dell'Ehca Toni Mirò è infatti l'ex responsabile tecnico del colosso blaugrana) ma subito sposata da tutti gli altri membri, tra cui lo stesso Forte dei Marmi - è quella di costituire un'associazione che raccolga le società che hanno raggiunto i massimi obiettivi nei singoli campionati nazionali dimostrandosi pronte ad investire nell'hockey su pista. Con uno scopo ben preciso: quello di creare - esattamente come sta accadendo in questi giorni nell'universo calcistico - una competizione a sé stante, più snella rispetto all'attuale Eurolega e che coinvolga solo le squadre di più alto livello agonistico.

In realtà, per quanto riguarda la formula che tale competizione dovrebbe adottare - ancora non ci sono prese di posizione ufficiali: stando alle voci che trapelano, si tratterebbe di un torneo all'italiana che comporterebbe, per le singole società, dieci trasferte internazionali. «È un investimento notevole - ammette il direttore generale del Forte Antonio Agostini - ma che siamo eventualmente pronti a sostenere. Anche perché per i primi due anni l'Ehca si sta impegnando per calmierare almeno il 50 per cento delle spese tramite i suoi sponsor nel campo della logistica e della comunicazione con lo scopo, in futuro, di creare un circuito virtuoso attraverso cui vendere il prodotto hockey ad una visibilità sempre più alta in tutta Europa». Portando quindi una disciplina ad oggi considerata – specialmente in Italia – “minore” ad avere una vetrina continentale di primo livello, con tanto di diritti televisivi da mettere in vendita e attraverso cui produrre ricavi concreti.

IL FORTE IN ATTESA

Unica società italiana coinvolta nel progetto, il Forte dei Marmi ha già presentato formale adesione all'Ehca e, di pari passo, a questa nuova competizione che dovrebbe partire (se tutto procederà secondo i piani) già dalla prossima stagione. «Stiamo però ancora aspettando i pareri di World Skate (il comitato mondiale per le competizioni a rotelle, ndr) e di Fisr (la Federazione italiana sport rotellistici, ndr) - precisa Agostini - non abbiamo potenzialità economiche pari a quelle di un club di calcio, non possiamo permetterci di contrastare la federazione cui apparteniamo. Sappiamo che è in corso un dialogo ed Ehca sta gestendo l'organizzazione delle finali di Eurolega di quest'anno, con la ripresa delle competizioni europee. Già questo ci fa ben sperare e rende la situazione diversa da quanto sta accadendo nel calcio».

CHIUSURA TOTALE

In realtà allo scontro non si è ancora arrivati per un solo motivo. «Ad oggi sul nostro tavolo - dichiara il presidente di World Skate e Fisr, Sabatino Aracu - non è ancora arrivata ufficiale richiesta da parte di Ehca di formare una competizione diversa, una Superlega alla pari di quella di cui si parla in questi giorni nel mondo del calcio. La nostra linea di pensiero in merito è chiara e già è stata comunicata anche ai vertici di Ehca: se le premesse saranno quelle di creare un torneo alternativo all'Eurolega, allora per quanto mi riguarda queste società saranno fuori da tutte le altre competizioni, ovviamente anche a livello nazionale. Già esiste una "coppa dei campioni" - spiega Aracu - e un progetto che coinvolge tutte le federazioni: se Ehca ha idee e sponsor per migliorare questa formula, ogni aiuto è sempre ben accetto. Altrimenti da parte di World Skate ci sarà chiusura totale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA