Burgaya ancora fermo ai box ma il Covid stavolta non c’entra

Il giocatore del Forte a mezzo servizio a causa di un infortunio a un ginocchio «Ma farò di tutto per essere a disposizione per la ripresa contro il Lodi»

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Dallo scorso giovedì il Forte dei Marmi ha ripreso ad allenarsi a pieno regime: come anticipato proprio dal Tirreno, mancavano infatti solo i test di controllo al tecnico Alberto Orlandi, a Lorenzo Giovannetti e a Marti Casas affinché tutta la prima squadra di serie A1 rossoblù risultasse negativa al Covid-19 e potesse ricominciare davvero ad allenarsi in gruppo in vista della prossima partita: il big match di sabato 5 dicembre contro il Lodi, capolista e principale rivale del Forte nella corsa allo scudetto. Nonostante il via libera a livello sanitario però, la squadra rossoblù deve fare i conti anche con altri tipi di acciacchi: Jordi Burgaya sta infatti proseguendo un allenamento differenziato dal resto dei compagni, mirato al suo recupero da un infortunio che ormai lo assilla fin dall'inizio del campionato.


Burgaya, la sua situazione è diversa rispetto a quella del resto della squadra: perché, nonostante sia risultato negativo al coronavirus, ancora non è tornato ad allenarsi al 100%?

«Purtroppo sto ancora soffrendo per l'infortunio al ginocchio: ho fatto un nuovo esame in questi giorni e con i medici abbiamo capito che il legamento crociato posteriore è molto sfilacciato e questo ha avuto un'incidenza negativa anche sul legamento anteriore. Non sono rotti, per fortuna, ma sono parecchio indeboliti: il lavoro differenziato che sto portando avanti è mirato proprio a rafforzarli e riabilitarli, ora sappiamo come trattare l'infortunio al meglio e spero nell'arco di una decina di giorni di poter tornare a piena disposizione del mister. Personalmente mi sento molto meglio e voglio mettercela tutta per esserci contro il Lodi anche se il medico mi ha detto che il recupero sarà inevitabilmente graduale».

Intanto però siete riusciti a ritrovarvi al palasport per gli allenamenti dopo un mese di stop e l'esperienza della positività al Covid: com'è stato ricominciare a lavorare tutti insieme?

«Dopo quello che abbiamo passato ritrovarsi è stato un vero motivo di gioia. Personalmente non avevo la concezione di questo virus, quasi fosse una cosa lontana, finché non ci ha toccato tutti direttamente. Mi ricordo che al minimo sforzo fisico a casa mi sentivo fuori allenamento di mesi, subito spossato. È inevitabile ora che su tutti noi abbia lasciato un segno, soprattutto a livello fisico, e l'abbiamo visto con i primi allenamenti. Però ora sono giorni che siamo tornati a lavorare intensamente, va già molto meglio».

Sarete pronti per la grande sfida contro il Lodi?

«È il nostro obiettivo, l'abbiamo fissato appena ci siamo ritrovati al palasport. Sappiamo che il Lodi è l'avversario probabilmente più forte di tutto il campionato e già questa è una motivazione in più per dare il massimo, che si aggiunge alla voglia che tutti noi abbiamo di tornare a giocare. Il tempo è poco, è chiaro, ma stiamo lavorando bene e anche se non saremo al 100% fisicamente penso che la spinta psicologica che dà una partita del genere ci farà dare il tutto per tutto in pista». —