Orlandi: «Ripartire non sarà semplice»

Il Forte è tornato in pista per gli allenamenti: «Per tornare in forma faremo una sorta di preparazione precampionato»



Forte dei Marmi


Questione di ore, un altro giorno al massimo. A Forte dei Marmi è iniziato il countdown della speranza: ad essere attesi, gli ultimi esiti negativi per il gruppo rossoblù che praticamente in toto ha attraversato l'esperienza del contagio da Covid-19. All'appello mancano quindi solo i risultati favorevoli al tampone di controllo (effettuato mercoledì mattina) per Marti Casas, Lorenzo Giovannetti e il mister Alberto Orlandi, poi il Forte potrà tornare ad allenarsi a pieno regime.

Una speranza che fa scalpitare proprio il neo-tecnico rossoblù, pronto a rimboccarsi le maniche per riprendere il lavoro lasciato in sospeso ormai tre settimane fa.

Orlandi, cosa bisogna aspettarci nel riprendere gli allenamenti intensivi dopo tre settimane di stop forzato?

«Siamo stati fermi 20 giorni e non mi faccio illusioni: questa sosta obbligata ci avrà fatto perdere almeno un buon 50% della condizione fisica che avevamo ottenuto in preparazione. La prima cosa che con il nostro preparatore atletico Cristiano Fubiani dovremo capire sarà il livello fisico dei ragazzi e come, soprattutto quelli che hanno manifestato sintomi più o meno intensi, riusciranno a reagire a questa fase post-malattia: è una cosa nuova per tutti gli sportivi, bisognerà adattarci. Inoltre non essendoci allenati né avendo giocato per settimane è andato perso il ritmo partita che avevamo messo nelle gambe nelle tre gare che abbiamo disputato».

Come impostare quindi il lavoro nel poco tempo che vi rimane prima della ripresa del campionato, sabato 5 dicembre?

«Voglio essere chiaro: pensare di tornare in pista ed essere subito un Forte spumeggiante è impossibile. Quello che faremo adesso è riprendere una sorta di preparazione pre-campionato che non guardi al breve termine. È inevitabile infatti, con il calendario che ci ritroviamo tra dicembre e gennaio con due partite a settimana praticamente sempre, che servirà del tempo per riprenderci: siamo stati tra i primi a fermarci in Italia e perciò siamo stati colpiti più duramente di altre squadre. Pensare di dover preparare come merita in dieci giorni la partita contro il Lodi partendo da una situazione come quella in cui siamo oggi è impensabile: faremo il possibile e anche di più, ma non mi aspetto miracoli e dobbiamo mettere in conto di perdere anche punti importanti lungo il cammino. Però solo in questo modo, sono convinto, torneremo ad esprimere al meglio il nostro gioco nel momento in cui conterà di più essere al top della forma. Anche sotto il profilo psicologico: non si pensi che per i giocatori sarà semplice tornare di colpo ai ritmi che esige una serie A1».

Ancora al vaglio, tra l'altro, la possibilità di recuperare le partite fin qui rinviate prima del 5 dicembre: ci spera oppure confida in un ulteriore slittamento?

«Intanto spero di tornare a rivedere la squadra intera il prima possibile: ormai sento la mancanza viscerale dello spogliatoio e del contatto con i miei giocatori. Nonostante tutto poi, sono dell'idea che bisogna comprendere comunque il periodo: le difficoltà, come ho detto, ci sono e sono tante ma dobbiamo stringere i denti e andare avanti. Fermarsi non è contemplato». —