Barsotti, il cecchino dei calci piazzati che si ispira a Totti

Con i suoi gol la Torrelaghese è in vetta alla Prima Categoria: «Sono tornato per i tanti amici che ho qui e per il tecnico»

VIAREGGIO. Di reti ne ha sempre realizzate tante pur giocando da centrocampista, ma la specialità della casa sono quelli realizzati sui calci da fermo. E a Porcari, nell’ultimo turno di campionato di Prima Categoria, Luca Barsotti ne ha dato ampiamente riscontro trasformando impeccabilmente un calcio di rigore ma soprattutto aprendo le danze al successo della Torrelaghese con un calcio di punizione da distanza ragguardevole e oltretutto da posizione molto defilata, quasi a ridosso della linea del fallo laterale. Roba da far impallidire Francesco Totti, il suo idolo di sempre («Mio fratello Mirko stravedeva per lui e mi ha contagiato. Così sono diventato tifoso romanista e soprattutto di Totti del quale mi sono imparato quasi a memoria quasi tutte le sue giocate»).

Ventisette anni, viareggino cresciuto nell’Ancora (Piano di Mommio, Stiava, Quiesa, e Pietrasanta le altre sue maglie) ha giocato praticamente in tutti le zone del campo (una volta ha fatto anche il portiere) anche se il suo ruolo preferito, anzi i due ruoli che Luca preferisce sono quello di regista o di trequartista come sta giocando alla corte di Casani.


Regista o trequartista: quale ruolo preferisci?

«Da mediano posso impostare il gioco, da trequartista sono più vicino alla porta e quindi posso segnare più gol. Sinceramente non saprei fare una scelta ben precisa perché mi diverto in entrambi i ruoli».

Hai realizzato uno dei tuoi due gol con una punizione da posizione difficile. La verità: volevi veramente tirare in porta?

«Sì. Ero convinto di tirare in porta perché avevo visto che il portiere si era posizionato in modo non troppo corretto e quindi ho tirato con forza nell’angolino alto alla sua sinistra».

Il gol per te non è comunque una novità...

«Ho sempre segnato parecchio. Sia da attaccante - una stagione negli juniores con lo Stiava addirittura 35 - ma anche da centrocampista dove ho una media di cinque sei gol a stagione».

Come è stato il ritorno alla Torrelaghese dopo l’esperienza di Pietrasanta?

«Ho voluto tornare in gialloviola perché in questa squadra ho tanti amici. Si è creato veramente un bel gruppo. E sono doppiamente contento per questa scelta perché ho trovato un allenatore come Casani che oltre ad essere una brava persona ha un’idea di calcio che coincide con la mia».

Cosa pensi della decisione del governo di portare avanti i campionati dilettantistici?

«Credo che sia giusto perché penso che contrarre il virus durante la pratica di uno sport all'aperto sia difficile. Il pericolo più grande arriva caso mai dalla frequentazione degli spogliatoi. Dobbiamo essere accorti a cercare di sostare il meno possibile all'interno degli spogliatoi, entrando scaglionati ed evitare di indugiare troppo sotto la doccia». —


 

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