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Il portiere pararigori che ha regalato il primato al Lido: "Ecco il mio segreto"

Il numero uno gialloblù con due parate decisive ha firmato la vittoria nel derby contro lo Sporting Viareggio

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CAMAIORE. A volte certe parate valgono come un gol segnato. Se poi le parate determinanti sono due e la tua squadra ha vinto con il minimo scarto allora la palma del migliore in campo non te la toglie nessuno. Ma a dire il vero non è la prima volta, in stagione, che Diego Pieraccini, estremo difensore del Lido di Camaiore, determina il risultato con parate importanti che stanno consentendo di recitare un ruolo da protagonista alla squadra di Fabrizio Monga. Le ultime quelle nel derby con lo Sporting Viareggio ma già nelle giornate precedenti il ragazzo cresciuto nella V2 e che tifa Fiorentina (il suo idolo da ragazzo è stato Sebastian Frey) si era già messo in evidenza neutralizzando tra l’altro quattro dei cinque rigori fischiati contro i Cavallucci.


Viareggino, 31 anni, all’ottava stagione a difesa della porta lidese (in precedenza aveva vestito le maglie di Massarosa, Stiava, Bozzano e Juventus Club).

Domenica hai compiuto due interventi determinanti per il risultato. Quale è stata a tuo giudizio la parata più difficile?

«La prima, quella su Gioele (Pierini, ndr): avevo capito dove avrebbe indirizzato il pallone che sono riuscito a deviare in angolo».

Il successo vi ha consentito di agguantare il Romagnano in vetta. Fino dove può arrivare la tua squadra?

«Speriamo il più in alto possibile. La società ed il mister hanno fatto sacrifici e speriamo di riuscire a ripagarli. L’importante è non mollare come purtroppo è capitato in passato».

Quali sono le squadre dalle quali vi dovrete guardare?

«Per me il Podenzana è più forte anche del Romagnano. Poi non trascurerei nemmeno lo Sporting Viareggio che è una buona squadra».

Hai parato quattro rigori su cinque. Qual è il tuo segreto?

«Il mio preparatore Graziano Vassalle mi dice sempre che devo cercare di intuire dove tirerà l’avversario guardando come si posiziona con il corpo».

Quali sono i tuoi pregi e quali i difetti di portiere?

«Credo di cavarmela meglio tra i pali. Nelle uscite continuo a lavorare facendo a volte qualche allenamento supplementare con il mio amico Matteo Costa (portiere nell’ultima stagione al San Marco Avenza, ndr) al quale do una mano per gli allenamenti di beach soccer».

Dopo l’esperienza di Bozzano in Promozione sei stato due anni fermo. Hai mai pensato di smettere?

«La regola dei fuori quota fa sì che il ruolo di portiere sia quello più utilizzato per gli under. Ma siccome per me il calcio è sempre stato un divertimento accettai l’invito di un amico di andare a giocare in Terza Categoria con lo Juventus Club prima di tornare al Lido di Camaiore dove avevo già giocato nel settore giovanile».

Quindi nessun rimpianto per non avere fatto carriera?

«Nessun rimpianto: come ho detto per me il calcio è divertimento».