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Viareggio, i tre misteri di villa Borbone: le stanze a Isyl, l’ispezione e quelle visite impossibili - L'inchiesta

Villa Borbone, il complesso monumentale a forma di “H” che sorge lungo il viale dei Tigli

Si accendono i riflettori sulla residenza arciducale donata ai viareggini da Benvenuto Barsanti. Sotto la lente di ingrandimento l’atto notarile del 1985 che contiene un vero e proprio rebus

VIAREGGIO. Imbocchi viale dei Tigli, raggiungi il civico 32, abbandoni l’auto e varchi un grande cancello. Cominci a "calcare" un vialetto sterrato e, perpendicolare a te, laggiù in fondo, si rivela Villa Borbone, il complesso monumentale a forma di H, immerso nel verde, che è uno dei luoghi storici più affascinanti di Viareggio.

IL GIARDINO CHE SUONA

È giovedì 12 maggio, splendida giornata di sole. Più ti avvicini alla villa e più distingui la musica - è Puccini, la Tosca - che si sprigiona da sfere in cotto sparse qua e là ai piedi degli alberi e che funzionano come casse ricreando la magia di un anfiteatro.

LA MERAVIGLIA

Al centro c’è la residenza signorile che al primo piano ospita l’Accademia "Maria Luisa di Borbone", presieduta da monsignor Giovanni Scarabelli, attivissima e con respiro internazionale sul fronte delle pubblicazioni di pregio. Sul lato sinistro si erge la cappella-mausoleo dei Borbone del ramo di Parma. Sull’ala destra - che un tempo ospitava le cucine, le dispense, gli alloggi del personale - trovi i locali che oggi abilitano la Villa a sede congressuale. Che bello sarebbe varcare la soglia di questa residenza che nacque da un’idea di Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca dal 1818: sfiorare le porte in legno massello, alzare gli occhi alle decorazioni dei soffitti a fresco o in gesso, scivolare sui pavimenti in marmo di Carrara delle sale del ricevimento, o sui parquet, al primo piano, dagli intarsi geometrici; o entrare in punta di piedi nella cappella-mausoleo, di gran pregio dal punto di vista storico.

LA DELUSIONE

Peccato, però: la Villa è chiusa al pubblico, residente o vacanziero; così è dall’inizio della pandemia da Covid anche se siamo fuori dall’emergenza sanitaria e anche se Viareggio era candidata a Capitale della Cultura. Per visitarla occorre - spiega lo staff in loco - «fare una richiesta al dirigente del settore cultura del Comune». Chissà cosa ne penserebbe l’ingegner Benvenuto Barsanti che lasciò in "eredità" il tesoro non al Comune ma tramite il Comune «al popolo di Viareggio» e nell’atto di donazione, datato 1985, fece scrivere che la donazione veniva fatta alla condizione «essenziale» che il Comune destinasse l’immobile a usi che lo rendessero «godibile alla cittadinanza e agli ospiti della città».

SI ALZA IL VELO

Proprio su quell’atto di donazione da parte del geniale ingegnere è stata tolta la polvere di recente. L’occasione è stata offerta dalla concessione in comodato d’uso di alcune parti della villa arciducale alla Isyl, Italian Super Yacht Life, fondazione che organizza corsi di formazione altamente professionalizzanti per i giovani che vogliano fare strada nel settore della nautica. Ebbene, è il 26 febbraio quando il sindaco Giorgio Del Ghingaro riceve una comunicazione di Giorgio Bargellini, viareggino "di Darsena, nipote del palombaro Alberto Bargellini, ma, soprattutto, colui che partecipò alla redazione dell’atto di donazione per conto dell’ingegner Barsanti che in precedenza gli aveva affidato anche la procura per l’acquisto di Villa Borbone. In quella comunicazione Bargellini sostiene che il beneficio sia stato concesso a Isyl in barba alla volontà del donatore, in quanto per il nulla osta al comodato d’uso «non è stato ascoltato - sostiene Bargellini - il parere del Comitato permanente della Villa». La questione posta da Bargellini viene ripresa dal consigliere comunale capogruppo della Lega Alessandro Santini che i primi di aprile pone un’interrogazione al sindaco Del Ghingaro chiedendo chiarimenti. Il primo cittadino non risponde.

IL PUNTO

E allora leggiamo l’atto di donazione laddove si parla del raggio d’azione del Comitato permanente: «Il Comitato dovrà esprimere il suo parere in ordine alle proposte che formulerà il Comune e il suo parere sarà vincolante». E ancora si legge: «Il Comitato avrà anche funzioni di controllo circa il rispetto della destinazione che sarà data all’immobile». La domanda è: nel caso della concessione in comodato d’uso di alcuni spazi della villa (sul lato destro guardando la residenza signorile) alla Isyl, il parere del Comitato permanente della Villa era necessario oppure no? «C’è una diversa interpretazione dell’articolo che riguarda il parere vincolante del Comitato permanente - risponde monsignor Scarabelli, che è uno dei cinque membri di diritto del Comitato in rappresentanza dei cittadini di Viareggio - Esso non è formulato in maniera decisiva: si riferisce a un aspetto o a tutta la Villa? Fino ai tempi recenti i programmi erano presentati prima al Comitato e poi venivano realizzati. Adesso ci sono diverse interpretazioni» e si è fatta strada anche quella di un parere "successivo". «Io credo - conclude monsignor Scarabelli - che occorrano dei giuristi».

«VEDIAMOCI CHIARO»

Fatto sta il ministro Dario Franceschini ha deciso di prendere la lente. Dopo l’obiezione di Bargellini, rilanciata da Santini, il dicastero, mediante il proprio organo periferico - la soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio - sottoporrà la nobile residenza a un’ispezione. Quando l’ispezione verrà fatta non si sa: è un mistero. Per il momento non lo sa neppure Bargellini a cui la segreteria particolare del ministro ha comunicato l’intenzione di procedere con verifiche.

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