«Infami, vergogna». Scritte ingiuriose davanti al Comune di Viareggio: indaga la Digos

Striscioni e frasi sono firmate dagli ultras. Le polemiche dopo l’uscita dell’amministrazione dal processo di appello bis sulla strage   

Viareggio. Uno striscione appeso la notte scorsa all’ingresso del Comune in segno di protesta contro la rinuncia da parte dell’amministrazione alla costituzione da parte civile nel processo di appello bis per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009, con la scritta "Infami". Il gesto è stato firmato dagli ultras del Viareggio, da sempre stati molto vicina ai familiari delle 32 vittime della strage. Una ulteriore scritta è comparsa all’esterno dell’ex Arengo, vicino al Comune, sempre con pennarello di color nero: «Uomini senza dignità siete la vergogna di questa città», e «200mila euro di vergogna». Ieri mattina lo striscione all’ingresso del Comune è stato rimosso, mentre sono rimaste le altre scritte. Sull’episodio sta indagando la Digos ma dal Comune non ci sono stati comunicati ufficiali sull’episodio.

Da quando l’altra mattina a Firenze nel corso del processo bis è emersa la posizione del Comune: incassati i 200mila euro restanti come risarcimento dei danni materiali patiti nel disastro ferroviario da parte delle assicurazioni Generali Spa, sono iniziate dure reazioni nei confronti dell’amministrazione e del sindaco Giorgio Del Ghingaro, sia dal mondo politico, che dai molti viareggini e non solo. La vicenda nasce alla fine del novembre 2011 in cui era sindaco Luca Lunardini. Risale ad allora la delibera della giunta in cui il Comune accettava due milioni e 800mila euro dalle assicurazioni Generali Spa. I familiari delle vittime con un comunicato hanno espresso la propria rabbia accusando tutti i sindaci dal 2009 ad oggi, affermando che «nessuna amministrazione si è mai spesa per informare cittadini su cosa avveniva dentro e fuori le aule dei tribunali.

Ad oggi l’unica cosa certa, ed è un fatto inconfutabile, che la città di Viareggio non è più rappresentata come parte civile nel processo della strage del 29 giugno del 2009, per la ricerca della verità, della giustizia e della sicurezza».La richiesta dell’Associazione "Il Mondo che vorrei" è che i 200mila euro incassati dal Comune possano essere utilizzati dalla commissione "Tavolo della Memoria" per acquisire i documenti del processo e poter realizzare così una parte delle iniziative volutamente boicottate in questi due anni. Intanto c’è chi ha voluto ricordare attraverso i social, che il sindaco Leonardo Betti è stato vicino ai familiari andando anche a Bruxelles a proprie spese, perché il Comune era in dissesto. «Ci andai insieme a Daniela Rombi, Marco Piagentini e Stefano Baccelli per la sicurezza sul trasporto ferroviario».

Inoltre con altri esponenti politici di allora viene ricordato che furono sempre a fianco delle famiglie coinvolte nella strage. Per quel poco che rimase a governare Viareggio, l’amministrazione Betti dette anche una sede all’associazione organizzando un consiglio comunale aperto sulla strage e con il sindaco Betti è stata presente alle udienze del processo.Il senatore 5 stelle Gianluca Ferrara, con un nota trova semplicemente vergognosa la scelta del Comune di non essere più parte civile nel processo. «Nessun cavillo giudiziario e nessuna cifra possono compensare la perdita di bambini, donne e uomini che si sentivano al sicuro nelle loro case. La scelta del Comune è prima di tutto un affronto a una città che non ha dimenticato e da 13 anni chiede a gran voce: verità e giustizia. Non è una prova di forza che riguarda solo Viareggio, ma tocca tutto il territorio nazionale, perché deve passare il messaggio che nessuno deve sentirsi impunito. Sono fiducioso che i cittadini di Viareggio abbiano la forza per pretendere dalla politica di fare la scelta di campo al fianco di chi vuole giustizia per la nostra città ferita, colpita da una logica malata che mira solo al profitto calpestando la serenità di un’intera comunità».