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Caro bolletta, negli hotel della Versilia è allarme rosso: «Un rischio per il turismo»

una veduta del lungomare di Lido di Camaiore

Bracciotti: «A queste condizioni impossibile restare aperti 9 mesi all’anno». Lupori: «L’alternativa è rivedere di almeno il 10% il listino delle camere»

VIAREGGIO. Il caro bolletta rischia di essere il colpo di grazia per gli hotel della Versilia. La lama del boia che cala su un settore che a causa della pandemia e del calo dei flussi turistici risulta di fatto già in ginocchio. I dati parlano chiaro: secondo le stime di Confesercenti, nel primo trimestre 2022 si registrerà per il settore alberghiero un nuovo balzello in bolletta del 55 per cento rispetto ai costi di dicembre, già più che raddoppiati se messi a confronto con quelli di gennaio 2021. In pratica, in un solo anno, si andrà incontro a un rincaro di circa il 260 per cento. Una vera e propria batosta per tutti gli albergatori, in buona misura già messi alle strette dalle restrizioni dovute alla pandemia: in particolare chi ha provato a destagionalizzare la propria offerta di accoglienza si è trovato a fare i conti nell’immediato con il rincaro dell’energia. Mentre per tutti gli altri lo schiaffo in bolletta è atteso per l’estate, quando, sebbene i costi per quel che riguarda il riscaldamento saranno inferiori, le spese per l’energia rimarranno particolarmente pesanti.

«Gli hotel sono strutture particolarmente energivore, non solo nei mesi invernali - spiega Maria Bracciotti, presidentessa degli albergatori di Lido di Camaiore - per questo la preoccupazione nel nostro settore è generale, anche per chi in questo momento è chiuso e aprirà per la stagione estiva. Questi ulteriori rincari infatti vanno a sommarsi a tutti gli attuali problemi del turismo. Ormai limitarsi a vivere sui 90 giorni della stagione estiva è un suicidio: lo sforzo che questi tempi imporrebbero di fare è di lavorare di più anche in primavera e in autunno. E invece ci sono arrivate tra capo e collo queste bollette con importi più che raddoppiati rispetto allo scorso anno: già facciamo fatica a pagare le bollette ordinaria, mancando di liquidità ormai da oltre due anni. Adesso per arrivare a fine mese con le nostre attività diventa davvero un’impresa».

Il caro energia non mette poi solo a rischio i guadagni degli hotel: in ballo ci sono anche centinaia di posti di lavoro e un indotto che in Versilia costituisce una fonte primaria di ricchezza per la popolazione. «Il timore è che non valga più la pena rimanere aperti 8-9 mesi all’anno - commenta Bracciotti - e che si decida quindi di concentrarsi tutti in quei 4-5 mesi della stagione estiva. Questo comporterebbe un crollo per tutto il settore, compresi fornitori, manutentori e anche lavoratori stagionali che vedrebbero ridotti i posti di lavoro e soprattutto la durata dei loro contratti».

Stringere i denti potrebbe dunque non bastare. Dalla categoria alberghiera il grido d’aiuto mira direttamente al governo, chiedendo a gran voce interventi decisi atti a ridimensionare i costi in bolletta. Anche se le speranze restano tenui. E allora che si fa? «L’unica alternativa è mettere mano ai listini dei prezzi per le singole camere - ammette Sandra Lupori, presidentessa degli albergatori di Viareggio - e probabilmente non basterà. Le bollette attuali sono due, due volte e mezzo quelle di un anno fa ed è impensabile poter essere competitivi, specialmente sul mercato internazionale, se dovessimo aumentare i prezzi di pari passo. Però credo che almeno un 10 per cento in più sui prezzi di listino andrà considerato - spiega - specialmente perché questi rincari sui costi energetici non sembrano accennare a fermarsi».