Contenuto riservato agli abbonati

Viareggio, il Carnevaldarsena continua a sperare: «Ma con restrizioni rigide non si può»

Il Carnevaldarsena di due anni fa

L’incertezza sulla data dei corsi mascherati ha già fatto scadere i termini per ottenere i permessi in tempo per il 25 febbraio

VIAREGGIO. Lo avevano già precisato un paio di mesi fa, lo ribadiscono a maggior ragione adesso che la Fondazione Carnevale dirà se conferma o sposta le date dei corsi mascherati: il Carnevaldarsena tornerà solo ed esclusivamente nel momento in cui cadrà l’obbligo delle mascherine all’aperto e quello del distanziamento sociale. Il consiglio direttivo del Baccanale, però, prenderà una decisione definitiva solo dopo che la Fondazione avrà sciolto le sue, di riserve.

Riunitisi lo scorso martedì sera, i consiglieri del rione più amato dai viareggini proseguono imperterriti sulla loro linea: non possono esserci il risotto con seppie e bieta, il polpo marinato, le maschere che si abbracciano sotto i palchetti in via Coppino, la birra da offrire agli amici e le effusioni sulle note di "Vieni sul mar, dammi del tu, fatti baciar" con le misure anti-Covid tuttora in vigore.

«Aspettiamo le mosse della Fondazione Carnevale, soprattutto per quanto riguarda le date, ma anche per le indicazioni che arriveranno sul numero di persone ammesse e sulle varie restrizioni che ormai conosciamo - sono le parole del presidente Massimiliano Pagni - se fossero mantenute quelle annunciate da tempo, dal 12 febbraio al 5 marzo, la nostra festa teoricamente rientrerebbe in quel calendario, dal 25 febbraio al 1° marzo. E così pure in caso di slittamento di un paio di settimane».

Se invece i corsi cominciassero più avanti, anche il Carnevaldarsena si ritroverebbe a dover riprogrammare le proprie date. Ammesso e non concesso che ci siano le condizioni per organizzarlo. «Noi non abbiamo ancora presentato all’Autorità portuale tutta la documentazione richiesta per occupare l’area demaniale in via Coppino dove abbiamo sempre montato le cucine - prosegue Pagni - sono necessari almeno quaranta giorni per ottenere i permessi» e dunque il Carnevaldarsena sarebbe già fuori tempo per poter eventualmente partire il 25 febbraio. «Ma la burocrazia non sarebbe un problema, se c’è la volontà le pratiche possono essere velocizzate. Purtroppo questo clima d’incertezza non aiuta».

S’intuisce che in uno scenario simile «è molto difficile poterlo fare, però ormai aspettiamo di conoscere il calendario delle sfilate per pronunciarci in merito».

Rispetto alla Fondazione Carnevale con i corsi mascherati, poi, la festa rionale ha ben altre esigenze: «Senza passare per venali, abbiamo sempre avuto dei costi fissi piuttosto alti che non sarebbero sostenibili con tutte queste limitazioni - afferma il vicepresidente Alessandro Summonti - è bene ricordare che il Carnevaldarsena è una festa a ingresso libero e che non riceve contributi pubblici da anni ma va avanti grazie alle varie sponsorizzazioni e soprattutto con l’incasso delle cucine: si capisce che di fronte a un eventuale contingentamento degli ingressi non riusciremmo a ripagare tutte quelle spese. Per non andarci in rimessa abbiamo bisogno di fare cinque serate con una buona affluenza di pubblico». E comunque «per noi il Carnevale è tale solo se possiamo viverlo in una certa maniera, e quindi senza mascherine e senza distanziamenti».

Impossibile, poi, provare a buttare giù l’idea di posticipare la festa rionale, magari in un periodo in cui i contagi calano e la situazione migliora (appunto, quando?): «Noi non sappiamo se la Fondazione Carnevale manterrà le date attuali, se sposterà i corsi mascherati di poche settimane o addirittura a dopo Pasqua: siamo all’oscuro di tutto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA