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Impiegato comunale arrestato, Versilia sotto choc: le accuse e le reazioni di chi lo conosce da vicino

Da Forte dei Marmi a Giustagnana, incredulità per l’inchiesta sul dipendente comunale ex presidente della Pubblica assistenza

SERAVEZZA. Scuote il capo, allibito. «Siamo tutti sconcertati, non riusciamo a crederci». Marco Apolloni, presidente della pubblica assistenza di Giustagnana, prova invano a far collimare il volto cordiale di Andrea Nicolini, suo predecessore, con quanto emerso dalle prime indiscrezioni delle indagini in cui è rimasto coinvolto. Il blitz della polizia postale effettuato venerdì nell’abitazione di Giustagnana di Andrea Nicolini, 46enne dipendente comunale di Forte dei Marmi, avrebbe infatti portato alla luce foto che ritraggono ragazzine senza vestiti. Scatti che sarebbero stati contenuti in un personal computer nelle sue disponibilità rilevato nel corso della perquisizione e che potrebbero rientrare in un presunto giro di scambi di materiale pedopornografico su cui verte l’inchiesta che, scattata da Bari, sta portando a numerosi arresti in tutta Italia. Dopo l’udienza di convalida di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca, Nicolini si trova attualmente agli arresti domiciliari a casa di parenti. In attesa che l’inchiesta, ancora in corso, abbia una conclusione e venga formalizzata l’accusa: a difenderlo è l’avvocato Giuseppe Grammauta, professionista di Pietrasanta, che al momento non rilascia commenti sulla vicenda.

UN PAESE SCONVOLTO

Giustagnana è un paese piccolo, circa 140 anime. Una frazione dove le voci corrono e gli abitanti sanno tutto di tutti. Per questo, quando ha iniziato a spargersi la notizia di ciò che è emerso dalla perquisizione, lo sconcerto per i paesani è stato totale. «Si stenta a crederci - ammette Marco Apolloni - non resta che attendere gli sviluppi delle indagini. Per quanto mi riguarda, non posso che parlare bene di quello che Andrea ha fatto per la comunità. È sempre stato una persona tranquilla e discreta, sempre pronto a dare una mano a tutti quando c’era bisogno di aiuto per qualunque genere di iniziativa. Era sempre il primo a rimboccarsi le maniche - racconta - una persona perfettamente nella norma, gentile e cordiale con tutti».

Nella ristretta comunità di Giustagnana Nicolini è benvoluto. Anche perché «nei tre anni come presidente della Pubblica Assistenza - ricorda Apolloni - si è impegnato molto per far conoscere la nostra frazione e valorizzarla con tanti eventi: mi viene in mente "Giustagnana Malignum", una festa in maschera a tema horror di cui era stato il principale promotore e che ha attirato in paese molta gente, riscuotendo grande successo. Si è sempre impegnato per il bene della comunità e del paese, cercando di renderlo più "vivo". Anche per questo - ammette - siamo rimasti sbigottiti quando abbiamo saputo dell’inchiesta».

IL VOLONTARIATO

Oltre alla pubblica assistenza, Nicolini era anche impegnato come volontario nella parrocchia di don Ermes, ad Azzano, dove per quasi vent’anni sono stati accolti circa 25 bambini dalla Bielorussia. «Andrea aveva aderito a questa iniziativa come tanti del paese - racconta il parroco - c’era chi dava da mangiare, che stirava, chi faceva le pulizie e chi l’autista. Era aperto a tutti i volontari. E lui - ribadisce don Ermes - non ha mai dato problemi di nessun tipo. Anzi, era un ragazzo disponibile, collaborava e molto attivo. Purtroppo nel 2018 siamo stati costretti a interrompere questo progetto ma ad aiutarci ci sono state generazioni di ragazzi. Anche lui - ricorda - quando ha avuto l’età in cui si interessava di queste tematiche sociali si è aggregato rimboccandosi le maniche come tutti». Anche da Azzano chi ha avuto rapporti con il 46enne - ad esempio dovuti alla collaborazione che aveva fornito durante la pandemia nello smistamento delle mascherine, passate dalla pubblica assistenza di Azzano a quella di Giustagnana - lo descrive come un ottimo referente. «Mi sembra impossibile che sia coinvolto in una cosa del genere - si limita a dire un residente della frazione - ho parlato con altre persone in paese e nessuno se ne capacita»

LA POLITICA E I COLLEGHI

Si chiudono in uno scioccato silenzio i colleghi di Nicolini, impiegato nell’ufficio lavori pubblici del municipio di Forte: manca da venerdì, da quando l’avvocato Grammauta ha inviato la pec per giustificare l’assenza dal posto di lavoro del suo assistito. «Una persona garbata e perbene - lo ricorda un collega, che ha preferito rimanere anonimo - riservato, certo, ma gentile e sempre disponibile. Non sappiamo cosa pensare, ci sembra veramente impossibile». Tra le sue passioni, anche la politica: nel 2016 aveva preso parte alle elezioni a Seravezza nella lista di aspiranti consiglieri comunali a sostegno di Riccardo Tarabella. «Facevamo fatica a trovare candidati nelle frazioni montane - lo ricorda Giuseppe Giannini, allora segretario del Pd seravezzino - poi spuntò il suo nome. Per quel poco che l’ho conosciuto, una persona motivata e volenterosa nei confronti della propria comunità».

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