A Seravezza tribune arrugginite abbandonate “sul tetto” dello storico Palazzo Mediceo

Vicine in linea d’aria al patrimonio Unesco. È ciò che rimane degli spalti del teatro all’aperto di cava Berghetti. L’amministrazione: controlleremo

SERAVEZZA. Il fascino di un percorso a piedi di 300 metri, dietro Palazzo Mediceo. Una vecchia strada di arroccamento che conduce a una cava dismessa. È cava Berghetti che per qualche stagione estiva era stata trasformata in un teatro all’aperto, palcoscenico di suggestivi spettacoli. Aveva ospitato anche Carlo Monni, e nel 2007 l’attore Paolo Rossi che aveva interpretato il ruolo di Giuseppe Garibaldi, nello spettacolo-evento Monumenti Generali, scritto da Giovanni Guerrieri. Facevano parte del Cantiere D’Arte Seravezza, organizzato dal Comune in quegli anni. Poi mai più realizzato, probabilmente anche per questioni di sicurezza della cava.

E oggi quello che ne rimane è una vecchia tribuna arrugginita. Avvolta da fasci di erba e rovi, a circa 50 metri in linea d’aria dal patrimonio Unesco, che non rende giustizia all’area Medicea. L’ha scoperta ieri mattina Francesco Speroni, passeggiando su quella vecchia via di cava, e lo ha segnalato a Il Tirreno. Probabilmente quella tribuna è rimasta lì dopo che si sono conclusi gli spettacoli nella cava Barghetti. «Non è un bel vedere – dice Speroni – una cosa pubblica abbandonata in quel modo. Fra l’altro è vero che è arrugginita, ma credo che possa essere riutilizzata. Se invece fosse da buttare, che la buttino. Lasciarla in quello stato e in quel luogo è indecoroso».


Secondo una ricostruzione parziale, pare che fosse stata presa dalla scuola media di Marzocchino. E poi, forse perché non più necessaria all’istituto comprensivo, rimase lassù. L’amministrazione comunale ha fatto sapere che a breve farà un sopralluogo in quella zona. Si trova dopo circa tre /quattro tornanti salendo la strada sterrata. Proprio di fronte alla cava Barghetti.

Se ne occuperà il vicesindaco Adamo Bernardi, che è delegato al decoro. Il Comune valuterà se quella tribuna potrà essere rimessa in sesto, anche se a una prima occhiata mancano le sedute. E se sarà possibile verrà riparata per poi essere utilizzata altrove. Quel vecchio sito di cava era anche rientrato in un progetto di ripristino ambientale collegato a un piano di coltivazione di tre siti di marmo soprastanti sul Monte Costa: Costa Medicea inferiore, superiore, e Sbasso Confine, che sarebbero andate a esaurimento e poi escluse dal perimetro delle aree estrattive. Prevedeva la messa in sicurezza del ravaneto dietro il Mediceo, e della cava Barghetti (ora impraticabile) per poi farla tornare un luogo di eventi all’aperto, o forse una sorta di museo a cielo aperto. Tutto però è poi naufragato. Cava Barghetti, dal 2005 in poi, era diventato un luogo di incontro per teatro, musica e arte. Fra le performance andate in scena in quel palcoscenico naturale tanto affascinante c’era “La bimba che aspetta”, scritto e interpretato da Elisabetta Salvadori con Matteo Ceramelli al violino e Davide Giromini alla fisarmonica. Si raccontava la Versilia del ’900, con i suoi artisti, artigiani e cavatori. C’era stato poi lo spettacolo “Marmocchio” – sempre nel 2005 – una riscrittura del Pinocchio di Collodi, messa in scena dalla compagnia pisana «I sacchi di sabbia», con Carlo Monni nel ruolo di Geppetto, che da falegname diventava cavatore. Gli attori recitavano intorno alle installazioni di Fabrizio da Prato, Maurizio Guidi e Andrea Tessieri.

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