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Follia a Torre del Lago, i poliziotti-negoziatori: «Ore e ore a parlarci per farli arrendere»

i poliziotti Roberto Femia e Martina De Vincenzo

Si sono finti ufficiali della Finanza, passando documenti per prendere tempo. «Abbiamo instaurato un rapporto di fiducia: è stato decisivo per l’esito finale»

VIAREGGIO. La forza del dialogo, la capacità di aprire una porta immaginaria quando quella reale è chiusa e dietro c’è una pistola. Ma anche l’abilità nell’evitare una tragedia, usando le parole giuste al momento giusto.

Sono queste le doti messe in campo dall’agente Martina De Vincenzo e dal sostituto commissario Roberto Femia nel concitato pomeriggio di mercoledì, quando un intero quartiere di Torre del Lago è stato messo sotto scacco da un 44enne che si è barricato in casa dopo gli spari contro i vigili del fuoco. Per tutti i due sono diventati i "negoziatori", cioè i poliziotti che sono riusciti a prendere tempo. Evitando così che padre e figlio, prima di essere arrestati per tentato omicidio, potessero creare pericoli sia per loro stessi, che per gli altri.

Uno degli espedienti utilizzati è stato fingersi un finanziere. Il 44enne, per tutta la giornata barricato in casa assieme al padre, ha chiesto infatti di parlare con un rappresentante delle Guardia di finanza per motivi non chiari. A quel punto l’agente del commissariato di polizia di Viareggio Martina De Vincenzo si è presentata in borghese e si è finta ufficiale delle Fiamme gialle. Iniziando così una lunga mediazione con l’uomo che si trovava sul terrazzo. E permettendo ai Nocs che errano arrivati da Roma di predisporre il piano per fare irruzione nell’appartamento.

«Il nostro compito è stato quello di dialogare continuamente con lui - dice Martina De Vincenzo - dovevamo fingere di assecondare le sue richieste. Ci ha spiegato che, prima di tutto, voleva che venissero chiuse le psichiatrie in Italia per non tornare più in quel reparto. Voleva che gli venisse annullato ogni Trattamento sanitario obbligatorio e che gli venisse riattaccata la luce in casa. E alla fine ha spiegato che voleva diventare presidente della Repubblica». A un certo punto l’uomo ha calato dal terrazzo un secchiello con un filo e poi lo ha ritirato su. «Abbiamo cominciato a passargli dei documenti falsi, per cercare di farlo ragionare e aprire la porta - spiega la poliziotta - era collaborativo in tal senso. Stava sempre con le mani in alto, in modo che controllassimo che non aveva armi. Mostrava molta fragilità. Io ho cercato di rassicurarlo, ma lo invitavo sempre a tenere le mani alzate. Era questo l’obiettivo per averlo sotto controllo. Va detto che, anche non è mai uscito sul balcone armato, non ha mai mostrato un segno di resa. Il contatto stabilito, però, è stato importante per poter dialogare con lui: per fargli riallacciare la corrente elettrica in casa (che gli era stata tolta per precauzione, ndr), gli avevamo chiesto codice fiscale e altri documenti in modo da guadagnare tempo. È stato instaurato un rapporto di fiducia, iniziato dal primo contatto con lui dalla sala operativa e proseguito sul posto. Lo convincevo che ero uno scambio: una cosa a lui e una a noi».

Con l’agente Martina De Vincenzo a trattare con l’uomo c’era anche il sostituto commissario Femia. «Una volta che la collega è riuscita ad avviare il dialogo nella maniera che speravamo - dice - abbiamo acconsentito alle sue richieste, passando dei biglietti e dei falsi documenti dalla strada al primo piano del condominio, dove erano barricati padre e figlio, attraverso il secchiello tirato su e giù con una corda dal terrazzo. Lo abbiamo avuto tutto il tempo sotto controllo, cercando di guadagnare tempo utile, affinché i nostri colleghi del nucleo speciale potessero nel frattempo capire come prendere di sorpresa lui e il padre».

Il questore Alessandra Faranda Cordella ha confermato che a carico del figlio c’erano dei precedenti per denunce per lesioni. Durante tutta la giornata i poliziotti sono stati in contatto con la pm Lucia Rugani e con il procuratore capo Domenico Manzione.

Sospiro di sollievo espresso anche dal sindaco Giorgio Del Ghingaro su Facebook: «Vorrei ringraziare le forze dell’ordine che come sempre hanno messo a disposizione la loro professionalità, il prefetto sempre disponibile e competente, il questore efficiente ed operativo. Un grazie va anche ai cittadini di Torre del Lago che hanno subito diversi disagi derivati da questo brutto episodio».

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