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Il sindaco di Camaiore Del Dotto: «Il mio successore troverà un Comune sano, non com’era 10 anni fa»

Alessandro Del Dotto, sindaco uscente di Camaiore

Duro attacco a Mallegni, senatore di Forza Italia: «Parla di un territorio che non conosce».  E aggiunge: «L’unica spiegazione che mi do è che la frequentazione dei palazzi romani gli abbia annebbiato la memoria» 

Potrebbe sfregarsi le mani, gongolando per una situazione che delinea un centrodestra ancora incerto (è atteso a giorni un nome tra Claudia Bonuccelli e Massimiliano Micheli per Fratelli d’Italia, mentre già si sono fatti avanti Riccardo Micheli per la Lega e Marcello Mancini per Forza Italia). Invece Alessandro Del Dotto si dice «preoccupato per gli elettori, perché è fondamentale che abbiano la possibilità di una scelta in un ventaglio di candidati validi». E non si tira indietro nel rispedire al mittente alcune critiche che nei giorni scorsi sono state riservate a lui e alla sua amministrazione.

Sindaco Del Dotto, cosa lascerà al suo successore?

«Un Comune in salute. E una situazione ben diversa da quella che presi in mano io nel 2012: questa la ritengo una priorità, evitare che chi verrà dopo di me possa ritrovarsi nella situazione di dieci anni fa. Anche perché il periodo storico in cui ci troviamo e le attuali difficoltà non lasciano spazio a tentennamenti. Per questo è mia intenzione lasciare a chi verrà ad amministrare perlomeno una base, un piano da cui si possa partire per dare ai cittadini risposte concrete nel prossimo futuro».

Può farci qualche esempio? I piani per l’ex Arlecchino rientrano in questa base di partenza?

«Il progetto sull’ex Arlecchino è sicuramente un punto importante. È mia intenzione chiudere il mandato iniziando questo percorso, per il quale si prospetta un investimento di 7-8 milioni: quello della "piazza Versilia" è uno dei progetti che abbiamo proposto per intercettare i fondi Pnrr ed è uno dei più importanti da cui la prossima amministrazione potrà ripartire, mirando ad una ricaduta positiva non solo per Lido ma per tutta la Versilia. Ma chi guiderà Camaiore troverà spunti di lavoro anche sui servizi pubblici, dalla gestione dei servizi idrici al tema dei trasporti. Soprattutto per quel che riguarda le frazioni».

Qualche giorno fa, l’ex sindaco Fabio Pezzini l’ha definita un "sindaco assente".

«È vero che a volte capita che un sindaco al secondo mandato sia "meno presente". Però per quanto mi riguarda la nostra amministrazione è tutt’altro che morente. Credo anzi si stia dimostrando dinamica ed energica, pronta a farsi avanti con progetti strategici di cui tutti chiacchieravano da tempo ma che nessuno ha mai messo sul tavolo. Piuttosto sono rimasto io sorpreso da Pezzini: di solito fa l’ago della bilancia della situazione, stavolta invece si è lanciato nel vuoto politico lasciato dal centrodestra, addirittura finendo con i sovranisti. Per la tradizione politica che rappresenta mi è dispiaciuto. Sul tema della partecipazione invece ci troviamo d’accordo, ma Pezzini dimentica che avevo offerto la delega a Marco Lunardelli e la sua lista si è opposta: evidentemente non c’era la voglia di assumersene la responsabilità»

.Parlando di elezioni, nel Pd vi state sfregando le mani per l’indecisione del centrodestra?

«La sensazione che ho io è che piuttosto bisognerebbe rimboccarci le maniche: la vittoria in tasca non ce l’ha nessuno. Abbiamo un pedigree di persone oneste e trasparenti che in dieci anni hanno rimesso in carreggiata un Comune che aveva perso un po’ la bussola e che ora ha vinto tute le partite con i debiti del passato. Ma anche noi dobbiamo impegnarci, perché è necessaria una discontinuità con quanto fatto finora: oltre a completare i progetti lanciati serve il coraggio di fare investimenti nuovi e forse anche "più sognanti". I camaioresi sono gente pratica: di sicuro non possiamo permetterci di partire allo sbaraglio, serve una persona che conosce bene la macchina comunale e il territorio».

Parlando di progetti, il senatore Mallegni ha criticato l’operato del candidato del centrosinistra, e suo vicesindaco, Marcello Pierucci sui fondi del Pnrr.

«Una boutade, alla pari di quanto dichiarato tempo fa da Fratelli d’Italia. Le risorse di cui parlano quei bandi risalgono al 2019: ora sono stati finanziati dal Pnrr, ma non c’entrano niente con gli investimenti che abbiamo proposto alla regione. Evidentemente Mallegni deve mettersi in mostra come referente di un territorio che non conosce per cercare di mantenere la poltrona: peccato, soprattutto se si pensa che ha fatto il sindaco. L’unica spiegazione che mi do è che la frequentazione dei palazzi romani gli abbia annebbiato la memoria».

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