La pistola fa fuoco, la gente va in strada: alla fine l’irruzione. Il racconto del terrore a Torre del Lago

La vicenda avvenuta  sotto gli occhi increduli dei cittadini un paese in cui tutti conoscono tutti. A tarda sera i poliziotti entrano nella casa dell’uomo

TORRE DEL LAGO. Non sono ancora le 14 quando, nel pomeriggio placido di Torre del Lago, risuonano i due spari contro i vigili del fuoco. I vicini si affacciano sbigottiti, pensano di essersi confusi con qualche botto fuori stagione. Non è così, e se ne accorgono presto. Li aspetta un pomeriggio di un giorno da cani, come il drammatico film degli anni Settanta con Al Pacino. Capita spesso: la cronaca si affianca all’invenzione cinematografica e diventa realtà.



Appena arriva la chiamata al 118 per soccorrere il vigile del fuoco ferito, il caposquadra Marco Aurelio Filippi, sul posto si fiondano le forze dell’ordine e mezzi di soccorso a volontà. La notizia si sparge velocissima e non si fa fatica a capire perché: a Torre del Lago, paese dove tutti conoscono tutti, c’è un uomo barricato in casa dopo aver reagito all’accertamento sanitario obbligatorio (Aso). Si pensa che abbia sparato – ma non ci sono certezze – e che possa sparare ancora. Quell’uomo ha 44 anni e vive con l’anziano padre. I torrelaghesi scendono in strada, si chiedono: ma è proprio lui, l’uomo che girava per il paese vestito di bianco? Non serve un investigatore: il 44enne si affaccia spontaneamente alla finestra, parla con le forze dell’ordine. Alterna momenti in cui sembra tranquillo ad altri in cui pare perdere la calma. La vicina scuola materna Beconi viene evacuata per precauzione. Il pensiero di tutti corre alla calibro 22 che detiene in casa. I poliziotti cercano di parlare con lui attraverso la porta. Ma lui non apre. Interviene anche il personale dell’Asl: la psichiatra arrivata per l’accertamento sanitario cerca di monitorare la situazione drammatica. Nel frattempo i vicini, tra le domande dei cronisti e i flash dei fotografi, sono sbigottiti: «Un tipo strano, che crede di essere Dio». A metà pomeriggio si comincia a lavorare per forzare il 44enne a uscire dalla propria abitazione. Lui, infatti, non molla.

Arrivano da Roma in elicottero le teste di cuoio dei Nocs, reparto speciale della polizia di Stato. Comincia la manovra di accerchiamento dell’abitazione, per passare all’azione. Sono momenti tesi, molto delicati. Non si possono sbagliare le mosse. La gente intorno è sotto choc: si domanda come andrà a finire. C’è paura. Cala la sera e i poliziotti si preparano a sfondare: hanno anche l’ariete. Uno di loro sale sul tetto della casa per capire come muoversi. Chi dirige le operazioni chiede ai cronisti, data la situazione, di rimanere in attesa. Senza fornire informazioni in tempo reale che possano in qualche modo compromettere l’irruzione. A tarda sera, i poliziotti entrano nella casa dell’uomo. Pochi minuti prima la sorella aveva cercato di calmarlo, senza riuscirci. Il giorno da cani di Torre del Lago finisce alle 21,50.



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