Elezioni a Camaiore, Mallegni: «Forza Italia qui non vuole fare come a Seravezza»

Il senatore lancia un appello all’unità del centrodestra «Per vincere devono predominare coesione e generosità»   

CAMAIORE. Porge l’altra guancia, Massimo Mallegni. E da Roma – in questi giorni di fibrillazione per le votazioni del presidente della Repubblica – lancia un messaggio distensivo a Camaiore, dove la situazione del centrodestra appare ad oggi tutt’altro che idilliaca. «Devono predominare la generosità e la voglia di coesione per andare a vincere» dichiara il senatore pietrasantino. Tra le righe, però, è anche un invito chiaro ai futuri alleati a non porre veti sulla proposta di Forza Italia. Su un possibile passo indietro del partito berlusconiano infatti – che ha avanzato la candidatura di un “moderato” come Marcello Mancini, già sostenuto da Giampaolo Bertola e nome valido per intercettare (al momento delle trattative per decidere un nome unitario) anche il parere positivo delle altre forze politiche dello schieramento – Mallegni non si sbilancia. Anche se esclude un gambetto sul calco di quanto avvenuto a Seravezza, dove il neo-sindaco Lorenzo Alessandrini (sostenuto da Forza Italia) ha corso, e vinto, anche contro l’avversaria Elena Luisi appoggiata da Lega e Fratelli d’Italia.



Senatore Mallegni, a Camaiore il centrodestra è ancora fortemente diviso su un nome unificante per la coalizione: perché il candidato indicato da Forza Italia – Marcello Mancini – dovrebbe avere le caratteristiche per unire il centrodestra?

«Intanto tengo a precisare che non ci sono divisioni ma corrette indicazioni da parte delle singole forze in campo, alternative alla sinistra. Questa non è una debolezza ma una risorsa: è chiaro che ognuno di noi ritiene il proprio candidato il migliore, ma la sintesi sarà necessaria e sono sicuro che ci porterà alla vittoria».

Il centrodestra è però già in forte ritardo rispetto al candidato del centrosinistra nella corsa elettorale: quanto ritiene che la coalizione possa pagare questa incertezza, in termini di voti e presenza sul territorio? Alcuni già parlano di un’occasione persa per riconquistare Camaiore.

«Non riesco a capire tutta questa fretta. Se tutto va bene le elezioni saranno a maggio e la legge ci dice chiaramente che le liste con i candidati a sindaco vanno presentate 45 giorni prima, non con sei mesi di anticipo. I cittadini, mi creda, hanno oggi altro a cui pensare che non alle elezioni amministrative. I problemi sono altri».

Ad esempio?

«Le imprese hanno bisogno di sostegno e il turismo di spinta e infrastrutture, cosa che Camaiore non avrà neppure dal Pnrr visto che non sono riusciti ad accaparrarsi neanche un finanziamento. Mi permetta una battuta: ma le pare una persona capace di fare il sindaco una che da vicesindaco e assessore ai lavori pubblici non è stata neanche in grado di farsi approvare un progetto sul Pnrr e prendere milioni per il proprio territorio come hanno fatto ad esempio le vicine Pietrasanta e Viareggio?»

La Lega ha proposto Riccardo Micheli, che si è detto disponibile ad un passo indietro qualora ci fosse l’accordo su un altro nome unificante del centrodestra. Forza Italia è disposta a fare altrettanto?

«Il nostro unico interesse è quello di fornire un’alternativa credibile a un governo fallimentare della sinistra camaiorese. Gli ingredienti li abbiamo tutti e la generosità deve fare da padrona in un momento come questo».

Quando secondo lei scadrà il termine utile per indicare un nome forte che possa competere davvero con Pierucci nella corsa elettorale?

«La legge è chiara e non servono fughe in avanti. Io ne sono la prova: mi sono sempre candidato al limite consentito dalla legge ed ho sempre vinto».

I più maligni già ipotizzano uno scenario simile a quello di Seravezza, con Forza Italia in appoggio a un candidato anche contro un’eventuale proposta delle altre due forze di coalizione. A Camaiore è però previsto un doppio turno: questo cambia le cose? O l’appoggio della lista civica di Giampaolo Bertola può essere un appoggio già di per sé valido per un’ipotesi simile?

«Seravezza è stata una bella esperienza ma, come ho più volte detto, avremmo tutti voluto che la coalizione di Centrodestra restasse unita. La scelta di dividerci non è stata certo di Forza Italia. Bertola è una risorsa essenziale e non intendiamo farne a meno. Quindi tutti assieme per tornare a governare bene Camaiore, come nei 10 anni della gestione di Giampaolo».

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