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Carnevale di Viareggio, avanti tra le incognite: ecco le ipotesi per il via ai corsi

Carristi al lavoro in Cittadella e operai in Passeggiata per l’allestimento. Ma il futuro dipende dai contagi

VIAREGGIO. I carristi continuano a lavorare per avere pronte le loro costruzioni il 12 febbraio, in Passeggiata gli operai procedono con l’allestimento del circuito delle sfilate – le tribune saranno montate per ultime -, alla Cittadella sono pure riprese le prove delle coreografie dei carri dopo lo stop durante le festività. Ma il Carnevale partirà davvero tra meno di un mese? Lo sapremo molto presto: quella appena cominciata è la settimana risolutiva. «Prenderemo una decisione intorno al 20 gennaio», aveva dichiarato Marco Szorenyi, vicepresidente della Fondazione Carnevale. Eccoci, dunque, a pochissimi giorni dalla deadline. Burlamacco sta alla finestra e aspetta. O meglio, legge ogni giorno il bollettino con il numero dei contagiati e dei ricoveri e ascolta con grande interesse le ultime notizie che arrivano da Roma: è stata infatti annunciata l’apertura di un tavolo di confronto tra Governo e Regioni. Quest’ultime chiedono una revisione di alcune regole anti Covid e altre misure come, ad esempio, l’abbandono del sistema dei colori – su questo punto preme anche il governatore toscano Eugenio Giani – , la riduzione a cinque giorni, o l’eliminazione, del periodo di isolamento per le persone positive ma asintomatiche che hanno fatto la terza dose di vaccino e la fine dell’obbligo del test al termine dei cinque giorni di auto-sorveglianza per coloro che hanno avuto un contatto stretto con un positivo. Misure, queste, che verrebbero adottate tra un paio di settimane.

Soprattutto, l’attesa riguarda il divieto di eventi che creano assembramenti anche all’aperto, attualmente in vigore fino al 31 gennaio. È, dunque, in questo clima che la Fondazione Carnevale è chiamata a decidere in settimana se mantenere il calendario delle sfilate già pubblicizzato da mesi – ormai lo abbiamo ripetuto fino alla nausea, ma lo ricordiamo: dal 12 febbraio al 5 marzo – o spostare tutto di qualche settimana. Si parla di un rinvio di poco conto, di un Carnevale che partirebbe con quindici giorni in ritardo, un po’ per volontà della Fondazione di non discostarsi più di tanto dal periodo canonico, un po’ per accontentare le categorie economiche che chiedono di finire entro il 20 marzo – i commercianti della Passeggiata – o il 17 aprile, giorno di Pasqua – Confesercenti. Impossibile azzardare una previsione: la Fondazione sarà nelle condizioni di poter decidere solo in presenza di un quadro più chiaro, anche sul piano normativo. L’unica certezza, è che non assisteremo più a un altro Carnevale come quello visto a settembre e ottobre. Non ci saranno più sfilate né in quel periodo dell’anno né a quelle condizioni, con appena cinquemila spettatori ammessi e tutti a sedere. E quello della capienza è, se vogliamo, l’unico, vero paletto della presidente Marialina Marcucci: sotto una certa soglia che si è data la Fondazione come limite minimo – poco meno del 50% – il Carnevale diventerebbe solo una rimessa per i conti della manifestazione.


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