Pietrasanta, doveva ristrutturarle la casa ma sparisce con 25mila euro: imprenditore condannato

L'accusa era quella insolvenza fraudolenta dopo la denuncia presentata dalla titolare dello storico negozio di parrucchiera “Giusy”

PIETRASANTA. Avrebbe dovuto ristrutturarle la casa, ma una volta ricevuto un primo sostanzioso acconto di circa 25mila euro per i lavori da eseguire (poi convertiti – in accordo – nella fornitura di tutti gli infissi) di fatto ’’è sparito e si è tenuto i soldi. Per questo motivo, un imprenditore della provincia spezzina è stato condannato in primo grado per «il reato di insolvenza fraudolenta per avere celato il suo stato di incapienza economica al fine di carpire indebitamente la fiducia della signora Giuseppa Pelletti».

La signora Palletti, meglio conosciuta come “Giusy”, è titolare dello storico negozio di parrucchiera di Pietrasanta. L’imprenditore – che quasi sicuramente presenterà ricorso in appello – è stato condannato alla pena di tre mesi di reclusione e al risarcimento della somma sottratta, oltre a tremila euro per danno morale più le spese processuali.


Tutto è iniziato nel 2016, quando, la signora Pelletti aveva deciso di incaricare una ditta edile di eseguire dei lavori alla sua abitazione che si trova nel quartiere Africa di Pietrasanta. Dopo alcuni incontri iniziali, aveva deciso di versare all’imprenditore un lauto acconto. Ma, trascorso un breve periodo, del costruttore la parrucchiera pietrasantina non aveva più saputo niente.

Così è iniziato un vero e proprio calvario fatto di non pochi colpi scena. Il primo fu che l’impresario si dichiarò non più in grado di svolgere i lavori edili («per non meglio precisati motivi») ma che avrebbe realizzato, per compensare i danari ricevuti in acconto, tutti gli infissi in legno per interno ed esterno dell’abitazione muniti di certificazione energetica.

Sembrava così potersi risolvere una vicenda che era partita in malo modo. Invece, sul finire dell’estate 2017, quando gli infissi potevano finalmente essere installati, altro colpo di scena: l’imprenditore ha accampato nuove scuse a Giusy rifiutandosi di rispettare i patti presi. A questo punto, dopo un incontro di persona con l’impresario, la signora Pelletti scopre che in realtà lui non era il vero titolare della ditta che si era impegnata ad eseguire in origine i lavori edili. E non soltanto.

La vittima del raggiro, grazie al legale di fiducia, l’avvocato Tommaso Buratti, che si è occupato di fare tutti gli accertamenti sul conto dell’impresario, ha scoperto che l’uomo non soltanto non era effettivamente il titolare della ditta appaltatrice, ma pure che la falegnameria, che aveva indicato per eseguire la fornitura di infissi, risultava fallita da tempo, anni prima della proposta avanzata alla signora Pelletti.

È stato in quel momento dunque, che Giusy ha realizzato di avere perso i suoi soldi. Ha così sporto querela, e dopo una vivace istruttoria si è arrivati finalmente alla condanna in primo grado nei confronti dell’imprenditore, emessa dal tribunale di Lucca.

«La vicenda non può essere più calzante – afferma l’avvocato Buratti – e fa da monito a tutti coloro che, in questi tempi, hanno deciso di beneficiare del superbonus 110 per cento, incaricando aziende, anche provenienti da lontano per l’esecuzione dei lavori, senza troppe cautele nel capire a chi ci affidiamo. Conoscere con chi si ha a che fare preventivamente consente di evitare brutte sorprese come quelle capitate alla mia cliente e conseguire notevoli risparmi di spesa. Non rimane a questo punto che attendere il giudizio di appello».

Tiziano Baldi Galleni

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