Carnevale di Viareggio, tra i dubbi sui corsi riecco le prove delle coreografie in Cittadella

La Fondazione ha dato il via libera con nuovo protocollo: distanziati e con la mascherina. Il vicepresidente sul possibile rinvio: «Decideremo tutto entro il 20 gennaio»

VIAREGGIO. Volendo fare una citazione mica da poco, certi viareggini potrebbero dire che «uscimmo a riveder le stelle». Sul piazzale della Cittadella, opportunamente distanziati, indossando una mascherina Ffp2, ma con la musica di sottofondo. La Fondazione Carnevale ha dato il via libera per far riprendere le prove delle coreografie dei carri, precauzionalmente sospese durante le festività davanti al dilagare della variante Omicron. Una ripartenza benaugurante, in attesa che la Fondazione si pronunci sull’eventualità di posticipare l’inizio delle sfilate programmato per il 12 febbraio. Il tam tam è partito dai carristi stessi che, con comprensibile entusiasmo, hanno comunicato alle loro maschere la notizia.

Confermata, poi, dal vicepresidente della Fondazione Carnevale Marco Szorenyi: «Ovviamente nessuno ci impediva di farle, è stata una nostra scelta dato che in quei giorni i contagi stavano aumentando – ricorda – adesso abbiamo speranza». E no, non nel senso dell’omonimo ministro della Salute, bensì di ottimismo per il Carnevale che verrà. In ogni caso «decideremo intorno al 20 gennaio» aggiunge Szorenyi. Verso la fine della prossima settimana, infatti, arriveranno i dati del monitoraggio della cabina di regia tra ministero e Istituto superiore della Sanità, con eventuali cambi di colore delle regioni in caso di sforamento dei tre parametri – tra i 50 e 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti, occupazione di posti letto superiore al 15% per i ricoveri ordinari e al 10% per le terapie intensive – , e la Toscana al momento è in zona gialla. Fino al 31 gennaio, tuttavia, non sono consentiti eventi che anche all’aperto possono creare assembramenti. Certo è che la Fondazione non può aspettare fino a quella data per sapere se il divieto verrà revocato o esteso, con la prima delle sei sfilate programmata dodici giorni dopo. La vendita dei biglietti cumulativi, nel frattempo, va avanti così come l’allestimento del circuito delle sfilate sui viali a mare.


Dallo slittamento o meno dell’inizio del Carnevale, poi, dipendono a loro volta quei pochi eventi collaterali rimasti che vanno avanti grazie soprattutto alla buona volontà di chi li organizza. Detto del movimento dei Carnevalari che hanno deciso di rinviare il Festival di Burlamacco inizialmente fissato per il 28 e 29 gennaio al Teatro Jenco, rimangono le feste rionali e un altro concorso canoro, Canzonissima di Carnevale. In quest’ultimo caso anche in zona gialla la capienza di cinema e teatri dovrebbe rimanere al 100%, naturalmente previa esibizione del super green pass con tanto di mascherina Ffp2 da tenere sul volto: la serata è in programma il 7 febbraio al Teatro Jenco. Diversa, invece, la situazione dei rioni, in primis Carnevaldarsena e Marco Polo: il mantenimento dell’obbligo delle mascherine all’aperto sarebbe di fatto la pietra tombale sullo svolgimento di eventi che hanno costruito la loro popolarità anche e soprattutto sugli assembramenti e sui bagni di folla. Intanto le categorie economiche – dopo il Centro commerciale naturale della Passeggiata è intervenuta anche Confesercenti, – chiedono di non andare oltre il 20 marzo con le sfilate. Tutti aspettano che la Fondazione prenda una decisione. E l’attesa, ormai, si riduce a una settimana.

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