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Negozi, palestre e vetrine sulla spiaggia: Marina di Pietrasanta prepara la rivoluzione

Uno scorcio di Marina di Pietrasanta

Per quanto riguarda la tempistica di approvazione del piano operativo, Giovannetti e giunta sono fiduciosi di arrivarci entro la fine del 2022, ma da più parti si ipotizza un iter decisamente più lungo

PIETRASANTA. Negozi, palestre, vetrine artigianali: sarà rivoluzione sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta. Il piano operativo, adottato nel dicembre scorso, porta infatti in dote al piano degli arenili che verrà tutta una serie di destinazioni d’uso che, quanto meno su carta, modificheranno profondamente la caratteristica tipologia degli stabilimenti balneari. Attualmente le destinazioni d’uso in questione sono infatti quelle legate alla stretta attività della gestione dello stabilimento stesso: nel nuovo piano operativo, invece, viene genericamente ampliata “l’offerta”, prevedendo, oltre alla funzione prevalente balneare altre voci complementari come il commerciale di vicinato, addirittura l’artigianale-industriale e il direzionale con quest’ultimo che include attrezzature sportive, sociali, culturali e di spettacolo.

Come da premessa, una rivoluzione per la costa versiliese ovviamente da contestualizzare in uno strumento urbanistico che sarà approvato entro un anno dal via libera al piano operativo e sempre tenendo conto dell’asta delle concessioni in agenda fra due anni che rende il quadro complessivo, già nebuloso di suo, decisamente complicato per gli scenari in divenire.


Con una postilla: è vero che i tempi di approvazione si preannunciano non immediati e suscettibili di modifiche, ma parametri e prescrizioni che dovranno essere rispettati nel prossimo Pua – piano di utilizzazione degli arenili – visto che parliamo di normativa adottata, incidono già oggi su eventuali interventi sui bagni. Prendiamo, ad esempio, il capitolo delle distanze: per manufatti ampliati o ricostruiti e ancora nuove costruzioni, la distanza non potrà essere inferiore a un metro e mezzo dal confine delle concessioni demaniali e a due metri mezzo dai confini dei passi a mare. Indicazioni ben diverse quelle vigenti dove non è prevista alcuna distanza tanto che si può costruire sul confine così come posizionare treni di cabine e sale ristoranti.

Novità in vista anche sull’indice di fabbricabilità: con i nuovi parametri sembra profilarsi una sensibile riduzione di possibilità di intervento rispetto all’esistente. Modifiche anche per quanto riguarda le case di guardianaggio – ribattezzate locali di guardianeria – il Pua attuale consente di sopraelevare la casa fino al massimo di 6 metri di altezza. Nel piano operativo adottato dall’amministrazione Giovannetti viene invece data una superficie massima di 80 metri quadrati sopraelevabile fino a 130 metri quadrati. Considerando che i piani terra delle case di guardianaggio sono di circa 80 mq la sopraelevazione in questione, stando alle carte, potrà essere fatta soltanto parzialmente creando, di fatto, delle anomalie architettoniche.

Restano invece da definire e approfondire altre questioni, come quelle relative ai passi a mare e alla destinazione ad arenile libero mentre, sempre restando alle funzioni complementari, il Pua potrà definire in modo più preciso le dimensioni massime. Prospettive che, come noto, sembrano interessare be poco, in questa fase i concessionari, oggi preoccupati dalle aste e dal rischio di dovere lasciare i propri stabilimenti balneari ad altri soggetti.

Per quanto riguarda la tempistica di approvazione del piano operativo, Giovannetti e giunta sono fiduciosi di arrivarci entro la fine del 2022, ma da più parti si ipotizza un iter decisamente più lungo.

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