La pizzeria di Querceta festeggia dieci anni d'attività: "Più forti del Covid"

Giuseppe Bragia

La soddisfazione del titolare di Mimì e Coco a Querceta: "Essere ancora in piedi è il successo più importante"

QUERCETA. L’impegno e la voglia di rimboccarsi le maniche non sono mai venuti meno per Giuseppe Sbragia, 65 anni, titolare della pizzeria Mimì e Cocò di Querceta che proprio oggi festeggia dieci anni dalla inaugurazione: un anniversario importante in tempo di pandemia, dopo due anni di difficoltà e ristrettezze che hanno visto la famiglia Sbragia lottare con le unghie e con i denti per tener vivo il proprio sogno.

D’altra parte il coraggio a Giuseppe non era mancato neppure più di dieci anni fa, quando insieme al cugino Massimo decise di cambiare vita: rispettivamente meccanico e camionista di professione, la scelta di dare una svolta era stata presa dai due «quasi per gioco – ammette Giuseppe – eravamo stanchi dei nostri lavori, volevamo fare qualcosa insieme e iniziammo a coltivare il sogno di una pizzeria: andammo in ferie insieme alle Canarie e tutti ci chiamavano “Mimì e Cocò”, così senza nemmeno saperlo avevamo già un anno prima di aprire i battenti il nome dell’attività».


Il passo dal sogno alla realtà per i due cugini fu breve e con le rispettive mogli Caterina Giannaccini e Alessandra Bertola decisero di gettarsi nella nuova avventura. La centralissima piazza Matteotti, a Querceta, non viveva all’epoca certo uno dei momenti migliori e l’arrivo di una nuova attività, per giunta una pizzeria, fu accolto con un’ovazione popolare. «Ricordo che all’inaugurazione – racconta Giuseppe – avevamo la coda di gente fuori nel vicolo fino alla piazza. Non mi sarei mai aspettato un’accoglienza simile. Inaugurammo la sera del disastro della Concordia: il fratello di Alessandra era su quella nave, in crociera. Ci chiamò per sapere com’era andata, era stato tra i primi a salvarsi ma non ci disse niente per non preoccuparci: lo scoprimmo la mattina dopo».

Da allora, la pizzeria Mimì e Cocò è diventata un must per i cittadini della frazione seravezzina. «Non abbiamo mai perso la voglia di fare questo lavoro – dice Giuseppe, rimasto negli anni l’unico titolare del locale e aiutato oggi anche dal figlio 27enne Giacomo – e abbiamo sempre trovato il coraggio di cambiare: piccole cose, spunti di novità per non fossilizzarci e non essere una pizzeria come tante». Spirito che ha permesso alla pizzeria quercetana di sopravvivere anche al Covid. «All’inizio della pandemia siamo stati chiusi un mese intero – racconta il titolare – poi abbiamo deciso di trasformarci e rimetterci a lavoro: non facevamo consegne a domicilio prima del virus, ci siamo attrezzati e siamo tornati a servire i clienti. Abbiamo lottato contro le perdite, che sono state notevoli, e dallo Stato siamo stati aiutati pochissimo: in questi due anni posso solo ringraziare il proprietario del fondo che ci è venuto incontro con l’affitto. Non ho mai pensato di chiudere, anche per mio figlio: quest’attività è diventata tutta la nostra vita».

Così la pizzeria Mimì e Cocò taglia il traguardo dei dieci anni di vita. «Avremmo voluto festeggiare alla grande, come all’inaugurazione – ammette Giuseppe – ma date le ristrettezze dovute alla pandemia non possiamo. Ci limiteremo a celebrare con i nostri clienti stasera, offrendo il dolce e una coppa di spumante: essere ancora in piedi è il successo più importante».