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Piano dell’arenile, a Pietrasanta la Bolkestein blocca i progetti dei balneari

Il Comune pensa al nuovo strumento urbanistico per ridisegnare spiaggia e bagni. Il Consorzio Mare Versilia: «Preoccupati dalle aste, nessuno di noi investe più»

PIETRASANTA. «Il piano degli arenili, oggi, è l’ultimo dei nostri pensieri». Francesco Verona, presidente del Consorzio Mare Versilia, non ci gira troppo intorno: mentre l’amministrazione Giovannetti indica per linee generali, all’interno del nuovo strumento urbanistico, appunto il piano chiamato a ridisegnare spiaggia e stabilimenti balneari, per i concessionari non è più tempo di programmare e pianificare investimenti. «Faccio un esempio per fare comprendere l’umore a Marina di Pietrasanta: un nostro associato aveva predisposto il cantiere per realizzare la piscina: con la notizia delle aste fra due anni ha dovuto fare marcia indietro e di fatto riempire la buca già predisposta per le opere. Una rinuncia obbligata per una situazione che non solo danneggia noi concessionari, ma anche tutto l’indotto: la situazione è drammatica e al momento, complice anche la priorità rappresentata dall’emergenza sanitaria, non si intravede alcuna soluzione» precisa Verona.

Ed è proprio per questo motivo, l’asta delle spiagge nel 2023, che il piano arenili è passato decisamente in secondo piano. «Da tempo non ci confrontiamo, sulla questione, con il sindaco Alberto Giovannetti e con la sua maggioranza: del resto - aggiunge Verona - non c’è alcuna urgenza in questa fase. In condizioni normali oggi saremmo in Comune a portare avanti le nostre proposte a cercare di capire come migliorare l’offerta all’utenza, ma è tutto fermo. Tutto rimandato. A quando? E chi lo sa, a questo punto. Non resta che attendere - prosegue Verona - l’evolversi degli incontri anche se non sempre riusciamo ad avere una posizione unica, condivisa. Insomma, c’è preoccupazione e allora visto il quadro generale non è possibile neppure fare un minimo di pianificazione» precisa Verona che aggiunge: «Non solo non si fanno più interventi sostanziali, che non avrebbero senso visto che fra due anni rischiamo di dovere lasciare lo stabilimento balneare ad altri, ma al tempo stesso, di fatto, non si fanno neppure più ordinazioni per le attrezzature da spiaggia, come ombrelloni e tutto il resto. Solamente in pochissimi hanno confermato qualche miglioria per l’estate che verrà: tutti gli altri hanno appunto disdetto gli ordini per limitarsi a gestire, in economia, la concessione». Con la stessa categoria che però, in un passato non troppo datato, aveva fatto pervenire al Comune alcune richieste per valorizzare l’offerta su spiaggia al turista. «Sì, come nel caso dell’auspicata chiusura delle verande esterne per favorire la ristorazione anche durante le giornate avverse del meteo e ancora per allungare la stagione: scenari che oggi interessano meno di niente. Del resto, vista la situazione di incertezza, le stesse banche sono restie a concederci prestiti e finanziamenti: quindi, anche se qualcuno volesse investire, e sarebbe un’eccezione, non si troverebbe con le spalle coperte come prima».

L’obiettivo dei balneari, e non solo ovviamente di Marina di Pietrasanta, è quello di «tornare, quanto meno, alle previsioni della legge 145 del 2018 che prorogava fino al 2033 le concessioni, Parlare di altro - è la chiosa di Verona a nome degli oltre 100 stabilimenti della costa - è inutile. Per altro ho seri dubbi che gli uffici comunali siano nelle condizioni, a Pietrasanta come nel resto d’Italia, di potere predisporre in 2 anni le gare per l’asta. Staremo a vedere, di certo il momento è veramente complicato per la nostra categoria».© RIPRODUZIONE RISERVATA