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C’è un positivo, tampone a tutti anche se gli allievi erano a casa. Il caso a Viareggio

Brutta sorpresa per un ragazzo durante le feste, obbligo di test per l’intera classe. I genitori: «È un’assurdità, non si sono visti». La preside: «Non dipende da me»

VIAREGGIO. Alcuni genitori di studenti iscritti all’Iti Galilei Artiglio non sono d’accordo con l’obbligo di sottoporre i figli a un tampone che rileva l’eventuale contagio da coronavirus, dopo che un compagno di classe è risultato positivo al Covid. Non sono d’accordo perché l’allievo contagiato avrebbe scoperto di essere positivo – secondo le informazioni in loro possesso – durante le festività natalizie: non vedono dunque la necessità di sottoporre i figli al test visto che in quei giorni la scuola era chiusa.

Il 10 gennaio, primo giorno di riapertura delle scuole viareggine, le famiglie degli studenti di una classe del’Iti Galilei Artiglio hanno ricevuto dalla Regione Toscana il cosiddetto voucher tamponi, ovvero un Qr code con cui il diretto interessato (lo studente) accede a un tampone rapido e gratuito perché nella propria classe è stato rilevato un caso di positività. «Abbiamo ricevuto questa email nel tardo pomeriggio del 10 gennaio – descrive Laura Santarelli, madre di uno studente della classe in questione e che si fa portavoce del sentire di alcuni genitori che si trovano nella stessa situazione – È un’assurdità. È un obbligo insensato. Il ragazzo è positivo dal 31 dicembre, quando le scuole erano chiuse per le festività natalizie. Le lezioni sono riprese ieri (il 10 gennaio, per chi legge) , io non ho mandato mio figlio a scuola come altri genitori, ma anche se avessimo mandato i nostri figli in aula, il ragazzo contagiato non sarebbe stato presente visto che è a casa dal 31 dicembre». «Sarei stata d’accordo – continua – con l’obbligo di un tampone per un rientro a scuola sicuro per tutti, ma non per un contatto che non c’è stato e per un contagio certificato il 31 dicembre». «Era già accaduto – conclude – che ci fosse un caso di positività in classe e l’email dell’Asl nordovest e la comunicazione della scuola è giunta il giorno prima della fine teorica della quarantena: ecco come funziona la comunicazione tra Asl e scuola».


Il Tirreno ha posto la questione alla dirigente scolastica: «Io ho una sola dichiarazione certificata di un alunno positivo che mi è giunta dalla famiglia ed è relativa all’8 gennaio – spiega la preside Nadia Lombardi – Se c’è un altro studente positivo dal 31 dicembre io non ne ho avuto comunicazione. Noi abbiamo l’obbligo di comunicare all’Asl l’esistenza di un caso di positività tra gli allievi; l’Asl non ci chiede quale sia stato l’ultimo giorno di frequenza in classe dell’allievo bensì chiede l’invio dell’elenco dei nominativi che compongono la classe: e così abbiamo fatto per la comunicazione dell’8 gennaio. Mi spiace – conclude la dirigente – ma non dipende da me, penso comunque che sia una questione di salvaguardia per tutti, credo si tratti di un servizio offerto alla comunità. E con un solo caso di positività la classe continuerà a fare lezione in presenza».

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