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Nel 2021 fallite 41 aziende in Versilia. La pandemia ha ucciso le piccole ditte: l'elenco

Maggiormente colpiti i negozi di vendita al dettaglio, i ristoranti e le piccole attività dell’indotto della Nautica viareggina

VIAREGGIO. La pandemia non lascia scampo. Le lunghe chiusure e la contrazione dei consumi ha portato tante ditte del territorio a gettare la spugna. Sono infatti molte le società in Versilia che hanno dichiarato fallimento nell’anno 2021: esattamente 41 nei sette Comuni (anche se sono principalmente concentrate su Viareggio, Pietrasanta e Camaiore).

Si tratta di una bella fetta di economia che se ne va definitivamente dal territorio: basti pensare che in tutta la provincia di Lucca, Versilia compresa, ci sono stati nei dodici mesi passati, esattamente 84 fallimenti di aziende. Questo significa che la zona costiera ha rappresentato esattamente il 50 per cento della chiusura di aziende.


Il dato tuttavia va contestualizzato e messo all’interno di una progressione storica. I numeri dell’anno 2021 infatti non sono i peggiori dell’ultimo periodo. Secondo le rilevazioni, erano infatti 94 le imprese che nel 2020 avevano chiuso i battenti, con un andamento ancora peggiore nel 2019 quando le ditte a chiudere erano state 110. Ma l’anno orribile per la nostra imprenditoria (post-crisi 2008) è stato il 2018 quando dovettero abbassare la saracinesca ben 118 aziende.

Che tipo di aziende hanno fallito? Ovviamente non c’è un identikit unico per tutti i fallimenti, considerando che ogni azienda ha le proprie specificità e la propria storia. Tuttavia è possibile tracciare un filo conduttore che percorre i fallimenti del 2021. Si nota infatti che a fare particolarmente le spese di questo anno sono stati i piccoli: ovvero quelle ditte che hanno pochi dipendenti. Si parla dunque di negozi di vendita al dettaglio come quelli di abbigliamento, oppure ristoranti e rivendite di prodotti alimentari. Altra grande fetta è quella composta dai piccoli service che fanno parte dell’indotto della Nautica. Ditte individuali o con pochi dipendenti che avevano la propria specificità in un settore della costruzione delle grandi imbarcazioni che hanno dovuto cedere il passo alla concorrenza.

Soprattutto per le prime categorie, come si può ben intuire, il peso maggiore, quello che ha schiacciato i settori, è stato proprio quello della pandemia. A concorrere all’aggravamento della situazione è stato infatti anche l’aumento a doppia cifra percentuale della vendita online, oltre che la scarsa capacità di innovazione di alcuni titolari d’azienda e la chiusura delle attività per tempi molto lunghi.

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