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Il re dei dessert non si ferma più: Bindi compra anche la Laveno. Le cifre dell'operazione

La ex colonia Laveno sul viale Apua a Pietrasanta

Accordo raggiunto tra l’imprenditore e l’Asl: ecco come sarà trasformata l'ex colonia su viale Apua a Pietrasanta

L’ex colonia Laveno entra, a pieno titolo, nel patrimonio immobiliare di Attilio Bindi.

Il già re dei dessert originario di Chiesina Uzzanese dopo la Canniccia, l’hotel Areion e l’ex hotel Franceschi – ma l’elenco dei beni acquistati in Versilia nel breve volgere di tre anni è molto più lungo, come si può leggere nel pezzo in basso – ha infatti raggiunto un’intesa con la proprietà, l’Asl Toscana Nord Ovest, per l’acquisizione dell’immobile con vista sul viale Apua e di tutti i terreni che fanno da cornice ad una sede in imbarazzante stato di abbandono da tempo ormai immemorabile.


Il prezzo che ha messo d’accordo le parti? 1 milione e 950 mila euro. A certificare il tutto una delibera, del 29 dicembre 2021, della stessa Asl, con il parere favorevole alla manifestazione d’interesse arrivata negli uffici dell’Asl il 17 novembre a firma della società Mutley srl, con sede a Milano. Un’azienda che ha un capitale sociale 100mila euro e che vede come amministratore unico (nonché proprietario della totalità delle quote), appunto, Attilio Bindi.

Cosa diventerà l’ex colonia è cosa nota: la destinazione, da anni, nonostante le voci, auspicate e cicliche, di improbabili riconversioni a uso socio-educativo, è infatti principalmente alberghiera.

Con l’acquisto da parte di un privato proprio della Laveno che era stato anticipato, nello scorso mese di novembre, dal sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti: quel privato oggi risponde al nome dell’imprenditore originario di Chiesina Uzzanese con trascorsi imprenditoriali di straordinario successo a Milano fino alla vendita dell’omonima azienda di dessert al fondo BC Partners.

Una vendita a più zeri che ha spinto lo stesso Bindi ad investire, in modo corposo, in terra di Versilia.

La stretta di mano fra Bindi e l’Asl, da ufficializzare nello studio di un notaio, di fatto scrive la parola fine su un tormentato capitolo, quello del progressivo decadimento del complesso immobiliare realizzato negli anni ’40 come colonia e composto da un grande edificio principale, da un fabbricato secondario (si tratta dell’ex-infermeria) e da un’ulteriore piccola costruzione accessoria dove un tempo erano collocati alcuni servizi igienici, il tutto corredato da un ampio terreno pertinenziale per una superficie complessiva superiore agli 11 mila e 500 metri quadrati.

Della colonia che fu, come detto, non è rimasto niente, solo il ricordo di istantanee legate a stagioni turistiche oramai datate sbiadite fra menefreghismo e vandalismi, furti – come delle nobili piastrelle in ceramica– e bivacchi per i più sfortunati.

Da qui la decisione di realizzare una tamponatura alle aperture del piano terra per evitare il fenomeno dell’intrusione e dell’abusivismo. Immobile che sempre l’azienda sanitaria, in questi anni, in più occasioni, aveva tentato di vendere al migliore offerente: inutilmente, come spesso accaduto anche per altri immobili, in altre zone del territorio della provincia.

L’ultima asta pubblica, datata 2018 per un valore di stima del complesso immobiliare di poco superiore ai due milioni di euro, era infatti andata deserta.

Così come nessuna offerta era arrivata all’esito della procedura di evidenza pubblica una volta che sempre l’ex colonia Laveno era stata inserita nel piano alienazioni del triennio 2020-2022 da parte della direzione aziendale. Né nessuno si è fatto avanti quando l’Asl, con una procedura “ridotta” nei tempi, ha cercato investitori disposti a offrire più di Bindi.

Da qui la decisione di dire si alla manifestazione di interesse della Mutley srl «con offerta di 1 milione e 950 mila euro ritenuta congrua» da una perizia dell’ingegnere Nicola Ceragioli e quindi, come recita la delibera, «all’alienazione del complesso immobiliare». Ultimo formalità da rispettare, l’ok all’alienazione da parte della Soprintendenza, in quanto bene tutelato.

Il prossimo capitolo della lunga storia dell’ex colonia lo scriverà, dunque, Attilio Bindi con la trasformazione di un edificio in disfacimento in un albergo collocato idealmente a metà strada fra il mare e il centro storico cittadino.

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