Si laurea e porta i fiori ricevuti sulle tombe di giovani e bimbi viareggini: «Un sorriso a chi non c'è più»

La scelta di Valentina e Roberto, due giovani campani che vivono a Viareggio: «Grazie al custode del cimitero della Misericordia che ci ha capito e guidato»

VIAREGGIO. Laurearsi ai tempi del virus lontano da casa, lontano dalla famiglia e dagli amici. Ma ritrovarsi comunque sommersa dai fiori inviati dalla Campania o regalati da vicini e amici della città di adozione della neo dottoressa, Valentina Fumo, che a Viareggio vive col fidanzato Roberto De Simone. I due giovani, lui falegname provetto e lei fiera del bel 110 e lode appena ottenuto in Scienze e tecnologie della produzioni animali, si sono ritrovati sommersi da mazzi di ogni dimensione, forma, colore, profumo. E hanno fatto una scelta precisa: portare i fiori ricevuti al cimitero della Misericordia «per regalare un sorriso, anche dall’alto, a chi non c’è più».

Roberto e Valentina si sono presentati al cancello del cimitero al Marco Polo carichi dei mazzi, ma anche con il peso di un dubbio: «Ci pareva davvero brutto fare “scelte” o selezioni, del tipo quella tomba sì e l’altra no», racconta Roberto al Tirreno. Ma un gesto così bello non poteva non essere accompagnato da un pizzico di fortuna. Che si è concretizzata «nel giovane custode incontrato all’ingresso, il quale ci ha saputo ascoltare, ha capito le nostre intenzioni e ci ha accompagnato tra le tombe». Fino a un’area del cimitero dove sono sepolti bambini e ragazzi defunti molti anni fa, sulle cui sepolture i fiori scarseggiano a causa del tempo trascorso che sfilaccia la memoria.


»L’avrei abbracciato», sono le parole emozionate di Roberto, «ma sono tempi in cui non si può. Perciò lo ringraziamo davvero con tutto il cuore». La storia del gesto di Roberto e Valentina è approdata su Facebook attraverso la pagina “Viareggio mia”: «Non volevamo tutta questa pubblicità», è ancora Roberto a parlare: «Abbiamo pubblicato il post perché volevamo sapere se a Viareggio è possibile o meno portare i fiori veri al cimitero. Perché a quello di Napoli, per esempio, non è possibile».

Nel giro di poco, i commenti in calce al post di Roberto si sono moltiplicati. A sottolineare «la boccata d’aria fresca», come scrive qualcuno, rappresentata del gesto dei due fidanzati campani, insieme da quattro anni. Che a Viareggio lavorano e studiano, 32 anni lui e 24 lei, con tutti i sacrifici di chi con le proprie mani sta costruendo il proprio futuro. «Siamo molto credenti», aggiunge De Simone, «e abbiamo pensato subito che con tutti i fiori ricevuti avremo potuto avere un pensiero per chi non c’è più. Io credo molto nel fatto che chi è venuto a mancare in realtà ci sia ancora per quello che è stato».

Fiori da due giovani lanciati nel domani per altri giovani che non hanno potuto vivere fino in fondo il futuro che si aspettavano. Un pensiero per gli altri, anche per chi non si è mai conosciuto, un modo per non tenere per sé la felicità per il traguardo raggiunto, una occasione per aprirsi al mondo. Cosa che tutti quanti facciamo sempre meno, e non solo a causa del tempo di pandemia che obbliga a stare faticosamente lontani gli uni dagli altri.

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