Da Viareggio al palco della Scala, Alioscia balla nel sogno: «Vi racconto il mio “Macbeth”»

Alioscia Grossi immortalato sul palco del Teatro alla Scala di Milano

A vent’anni il giovane ballerino viareggino sarà sul palco per la prima di martedì 7 dicembre. «Ho visitato con i miei genitori la Scala e mi sono detto che il mio sogno era ballare lì. Adesso quel sogno si è realizzato»

Il momento più bello? «Quello in cui fai l’inchino, davanti al pubblico, nell’aria gli applausi e sotto i piedi il palcoscenico». Parola di chi è approdato nel tempio della danza, il Teatro alla Scala di Milano. Alioscia Grossi, 20 anni, sarà uno dei ballerini in scena per la prima della Scala, martedì 7 dicembre. Stagione che si apre con “Macbeth” di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro atti, orchestra del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Chailly, regia di Davide Livermore, scenografia di Giò Forma, coreografie di Daniel Ezralow, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Antonio Castro. Diciotto i ballerini e le ballerine chiamati a danzare nei quattro ballabili proposti in scena.

«Quando avevo 16 anni», racconta Alioscia al Tirreno, «ho visitato con i miei genitori la Scala e mi sono detto che il mio sogno era ballare lì. Adesso quel sogno si è realizzato». Grazie alla preparazione del ballerino viareggino, ma anche a un pizzico di caso fortunato. «Avevo fatto un’audizione per un altro progetto e invece mi hanno chiamato per il “Macbeth”, alla Scala». Dove da mesi, Alioscia e i suoi colleghi provano e riprovano, come si addice agli spettacoli che calcano il palcoscenico del teatro che vide la luce nel 1778. Al quale Alioscia è approdato dopo l’esperienza televisiva di “Amici”. «Non voglio togliere niente alla tv, anzi», sono le parole del giovane ballerino: «Ma il teatro, gli applausi, il contatto con il pubblico, sono tutta un’altra emozione».


Inutile chiedere ad Alioscia Grossi cosa sia per lui la danza. Perché la risposta è lapidaria e non lascia spazio all’interlocutore: «È una necessità». Per lui che balla da quando era piccolissimo e a 13 anni era già a New York grazie a una borsa di studio. Cosa farà dopo questa indimenticabile esperienza, al momento, non è nei pensieri del giovane viareggino: «Sto pensando solo a fare bene questa cosa».

“Cosa” che Alioscia racconta, dettaglia, con una passione che porta l’interlocutore a immaginare la coreografia, lo spettacolo, fino a essere trasportato con lui sul magico palco: «Nell’ultimo ballabile la coreografia è bellissima, solo di braccia, forte, dinamica, fatta di 18 ballerini che si muovono all’unisono per rappresentare quelle che sono le energie positive che ripuliscono quello che di brutto ha fatto Lady Macbeth».

Per chi guarderà lo spettacolo da casa, in tv, Alioscia sottolinea «le riprese Rai fatte dall’alto», per uno spettacolo che promette grandi passioni di musica, danza, costumi, spettacolo nel suo intero. E, allora – come si dice in ogni teatro – tanta merda. Da tutta Viareggio, invincibile Alioscia.

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