L’Antro del Corchia pensa in grande: “Vogliamo 50.000 visitatori l’anno”

Incontro in occasione dei vent’anni della coop “Sviluppo e futuro”: «Partendo dall’Antro abbiamo saputo creare un sistema di attrazioni»

Tiziano Baldi Galleni

STAZZEMA. Il core business – cioè l’area principale e l'attività più importante su cui un’impresa si fonda – della Cooperativa Sviluppo e futuro di Levigliani è la cooperazione stessa. Fatta per il bene comune del paese e per le famiglie che lo abitano. È questa la forza trainante, che poi si traduce in economia, di questa grande famiglia e il concetto principale che ieri, nel paesino stazzemese che si trova ai piedi del monte Corchia e dell’ingresso principale delle cavità carsiche dell’Antro, è stato al centro dell’incontro che si è svolto all’Albergo Raffaello.


Un dibattito che ha animato la tavola rotonda per l’anniversario dei venti anni della cooperativa (la seconda importante che ha sede a Levigliani), fondata precisamente il 4 dicembre del 2001, in concomitanza dell'anno dell’apertura al pubblico della grotta dell’Antro.

La Sviluppo e futuro (l’altra coop è la Condomini e si occupa dell’estrazione del marmo nelle due cave del monte Corchia) nasce per la gestione delle visite alle cavità carsiche e quindi nel settore del turismo. Ma oggi ha ampliato il suo pacchetto di azione: dal trasporto pubblico, alla manutenzione del territorio, al nuovo servizio di visite guidate alle cave di marmo arabescato. E ha varato un pacchetto di investimenti fra pubblico e privato (proveniente dalla Condomini e dalla Beni comuni di Levigliani) di 700mila euro. «Oggi si festeggia i 20 anni della Sviluppo e futuro – spiega il presidente Emiliano Babboni – che ovviamente è nata con l’apertura dell’Antro del Corchia e per gestire questa risorsa, oltre che per tutta una serie di iniziative sviluppate nel corso degli anni. Siamo arrivati a realizzare il Corchia park con un’evoluzione: ci riconoscono che in questo siamo stati bravi e lungimiranti. Partendo da un’attrazione naturalistica come l’Antro abbiamo saputo aprire un sistema di attrazioni. Questo in linea con il nostro spirito di continua innovazione e sfida».

L’incontro ieri è iniziato con i saluti del sindaco Maurizio Verona, seguiti da Florens Babboni, presidente Comunione dei Beni Comuni, poi il direttore del Parco delle Apuane Antonio Bartelletti, l’onorevole Umberto Buratti, e infine Emiliano Babboni. Gli interventi sono qualche volta finiti su un’argomento spigoloso: la coabitazione fra cave e ambiente e turismo, e inevitabilmente sul Piano integrato del Parco che sta per essere adottato in consiglio regionale. Ma il focus era sulla “Cooperazione”, come da titolo della giornata. «La nostra attività si sta allargando alla didattica – ha proseguito Babboni – alle attività ricettive, commerciali e di recente alla manutenzione e cura del territorio. Abbiamo fatto un piano di investimento lo scorso anno di 700mila euro, il più grande mai fatto, che comprende anche le risorse pubbliche intercettate dai bandi della Regione. È previsto l’acquisto di trattori e camion, e abbiamo già un pulmino nuovo finanziato dal bando sulle cooperative di comunità».

E fra gli obiettivi c’è quello di raggiungere i 50mila visitatori annui all’Antro del Corchia. In sei mesi, quest’anno, ne hanno raggiunti 20mila. Alla tavola rotonda invece – moderata dal giornalista del Corriere della Sera Marco Gasperetti – è intervenuto Vittorio Bugli a nome dell’assessore alle attività produttive della Regione, Claudia Fiaschi, presidente ConfCooperative Toscana, Marina Lauri, presidente Gal MontagnAppennino, Matteo Tollini dirigente nazionale Legambiente, Massimo Miniati presidente Rete Toscana delle Cooperative di Comunità, e Daniele Poli presidente Coop Condomini.

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