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«Traffico di sostanze stupefacenti tra la Versilia e l'Olanda»: “Re canapa” chiede il dissequestro

Nella foto Tiziano Vecoli

Il difensore dell’imprenditore versiliese ha presentato anche la richiesta di archiviazione per la vendita della marijuana: «A carico del mio cliente solo una verifica chimica e di carattere esclusivamente tossicologico»

MASSAROSA. L’avvocato di Tiziano Vecoli, il re versiliese della canapa con una coltivazione che vanta il record in Toscana, chiederà l’archiviazione per l’imprenditore e il dissequestro delle piante raccolte. L’avvocato di Vecoli è Carlo Alberto Zaina, da tempo esperto di questioni legati alla canapa avendo già difeso in Versilia Fabrizio Cinquini, da tutti conosciuto come “Dottor Cannabis”. Secondo il difensore, l’imprenditore della floricoltura in via della Sassaia tra Viareggio e Massarosa non è indagato per spaccio di stupefacenti ma il procedimento penale che si svilupperebbe su una presunta irregolarità della coltivazione nell’azienda agricola legato a un traffico di stupefacenti tra Italia, olanda e spagna.

La Cassazione infatti ha confermato il sequestro della marijuana coltivata da Vecoli che, cresciuta in Italia, veniva trasformata in droga all’estero per poi tornare nel nostro Paese. Si tratta di un sequestro importante con 2.500 chili di inflorescenze: 134 con rami, 1.063 pulite e 1.349 con rami già essiccati (in altri atti la droga sequestrata sarebbe di 1.500 chili). Sebbene dunque sul piano formale a Vecoli gli venga contestato un comma del testo unico sulle droghe che riguarda “produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti”, secondo la tesi dell’avvocato di Vecoli, la situazione sarebbe diversa perché avrebbe a che fare solo con una verifica chimica e di carattere esclusivamente tossicologico.


Il legale dell’agricoltore, durante il procedimento giudiziario avrebbe infatti fatto analizzare le piante di Vecoli e, secondo la perizia, i consulenti avrebbero confermato l’alta presenza di Cbd (cannabinoide non piscoattivo): la canapa sequestrata apparterebbe a una tipologia non piscoattiva, ovvero non drogante. Sarebbero dunque queste risultanze, secondo il difensore, a smentire l’illiceità di aver venduto il raccolto.

Zaina continua nella difesa di Vecoli spiegando che «l’utilizzo successivo che altre persone, anche loro indagate, possono aver fatto del prodotto lecitamente commercializzato da parte del signor Vecoli e a loro regolarmente venduto costituisce una condotta che non ricade nella responsabilità del mio assistito - fa sapere - Le eventuali manipolazioni e modificazione della merce svolte successivamente alla cessione non c’entrano nulla. Le decisioni della corte di Cassazione e del tribunale del Riesame hanno una valenza esclusivamente cautelare: significa che non è stata fatta alcuna prognosi di responsabilità. Il sequestro, nella fattispecie, è stato ritenuto ammissibile solo in quanto finalizzato all’accertamento delle qualità chimiche della sostanza sulla quale sono state fatte analisi che sono favorevoli nei confronti di Vecoli. Proprio in ragione di tutto questo abbiamo presentato al pubblico ministero la richiesta di archiviazione del provvedimento e il dissequestro della merce».