Contenuto riservato agli abbonati

La proprietaria del bar Sor Emilio a Viareggio: «Triste per la chiusura, ma era inevitabile. Ecco perché»

un’immagine degli anni Sessanta: a destra vestita di nero, Anna Maria Lippi con l’amica Maria Grazia davanti al bar Sor Emilio

Anna Maria Lippi, oggi ottantanovenne, ha gestito il locale con la famiglia dagli anni Trenta fino alla fine degli anni Settanta  

VIAREGGIO. È amareggiata la storica proprietaria del fondo che ospitava il bar Sor Emilio all’angolo di via Paolina con via Verdi. Anna Maria Lippi, oggi ottantanovenne, si unisce ai cori di coloro che sono dispiaciuti di quanto avvenuto, perché per lei il bar aveva un valore affettivo unico, visto che è stata la sua famiglia, con il papà Emilio Lippi, che ha iniziato l’attività nel 1935 fino al 1977, quando poi il bar è stato affittato ai genitori di Aguinaldo "Aldo" Bellotti che poi è subentrato nella gestione, fino a chiuderlo dopo 37 anni.

«Ho cercato di venire incontro finché ho potuto a Bellotti - dice la signora Anna Maria - riducendo l’affitto da 1500 euro fino a 1100 - però è dal febbraio del 2020 che non mi veniva corrisposto, quindi per una tutela ho dovuto presentare uno sfratto. Prima di arrivare a questo ho cercato in tutti i modi di trovare una soluzione, Per quanto mi riguarda l’Imu lo devo pagare, come pure le altre spese accessorie».

Dal presente al passato il passo è breve. E insieme alle fotografie in bianco e nero riemergono i ricordi. «Con la mia famiglia - va avanti - sono stata anch’io dietro il banco di questo bar storico per la nostra città. A quei tempi facevamo le torte di neccio (di castagne ndr), era frequentato da tanti viareggini, che insieme a noi sono invecchiati. Ricordo Franco Bemi, Roberto Bonetti, che è stato per tanti barman alla Bussola di Sergio Bernardini, ma si sono avvicendati generazioni e generazioni. Il bar Sor Emilio, come pochi altri a Viareggio, era un bar storico».

La signora Anna Maria, come tantissimi viareggini, in questi giorni ha letto le reazioni dispiaciute per la chiusura del locale. «Io sono tra queste, perché vedere finire così una struttura che hai visto nascere e crescere con il tempo, fino all’apice di periodi davvero rosei ed ora sapere che si è abbassata tristemente quella saracinesca che è stata aperta davvero per molti anni, non è semplice da ammortizzare. C’ero molto legata per un fattore affettivo, mio padre l’ha fatto crescere, gli ha dato il nome che è stato mantenuto fino alla chiusura. Sicuramente erano - prosegue - erano tempi diversi rispetto a quelli attuali, dove le problematiche sono certamente di più, in quel periodo c’erano meno distrazioni e alternative e trascorrere un po’ di tempo al bar era un motivo anche per stare assieme e per socializzare, ed allora si fortificavano anche le amicizie».

Il mondo del commercio è andato avanti e con esso anche il modo di vivere è cambiato, resta il fatto comunque che il bar Sor Emilio aveva ancora una clientela affezionata, che adesso si trova spiazzata, perché aveva l’abitudine di essere lì tutti i giorni. Ed ora si è dovuta trovare una alternativa, purtroppo il Covid 19 ha sicuramente contribuito in questa ulteriore chiusura di un altro esercizio commerciale.

il locale chiuso la settimana scorsa

L’avvocato Pellegrinetti con Emilio Lippi, padre di Anna Maria

© RIPRODUZIONE RISERVATA