Bloccate a Città del Capo dalla variante, volo militare annullato: "Cerchiamo un charter per tornare a casa"

Mamma e figlia erano andate in Sudafrica per prendere le ceneri di un parente, poi l'allarme sanitario, il video appello della donna che a casa ha un figlio disabile e un'odissea che non è ancora finita

VIAREGGIO. Aeroporto di Città del Capo. Sudafrica. La voce di Sara Cupiti, 43 anni viareggina, residente a Firenze, e protagonista di una storia kafkiana, va e viene. La donna, insieme alla madre di 83 anni, sta cercando di tornare in Italia da tre giorni. «Siamo in aeroporto in attesa di un volo», dice. La sua odissea, in cui si intrecciano drammi umani, burocrazia e l’emergenza sanitaria, è iniziata sabato quando la Swiss Air, compagnia con la quale madre a figlia avevano prenotato il volo di ritorno, comunica alle due donne che non le farà salire a bordo. Il motivo? Con l’arrivo della variante Omicron avrebbero imbarcato solo cittadini svizzeri. E dunque non loro che hanno passaporto italiano. Sara, che nel 2009 ha partecipato al festival di Burlamacco e per due volte è stata candidata in consiglio comunale a Viareggio nelle liste della sinistra, si sente persa. E così pubblica un video appello.

«Mi trovo - dice - in Sudafrica con mia madre che ha 83 anni: si chiama Lia Losa. Siamo venute dieci giorni fa perché purtroppo mio fratello è morto ed era residente qui. Siamo venute per portare a casa le sue ceneri. In questi dieci giorni abbiamo sistemato tutti i documenti per portarlo con noi in Italia. E domani sera dovevamo avere il volo per la Svizzera e poi fare uno scalo e arrivare in Italia. A casa - proseguiva Sara - ho un figlio di sette anni disabile che sa che la sua mamma tornerà lunedì, non so come potrà reagire quando saprà che forse così non è. Ecco perché chiedo a tutte le istituzioni di aiutarci per tornare in Italia. Chi può farlo - concludeva quasi in lacrime - lo faccia, gliene saremo infinitamente grati».

Bloccata in Sudafrica per la variante con l’anziana madre: «Mio figlio disabile mi aspetta, aiutatemi»

Questo appello, che è stato condiviso da centinaia di persone, ha avuto un effetto immediato che la stessa Sara ha raccontato ieri mattina: «Ci hanno chiamato ieri sera dall’ambasciata per un volo militare lunedì notte da Città del Capo per Roma. Adesso faremo un test Covid, a fine mattinata prendiamo un volo per Città del Capo e aspettiamo fino a domani sera, con la speranza che con stasera il Sudafrica non vada in lockdown. Non è ancora finita, ci sono varie incognite nel mezzo, ma intanto siamo in movimento. Vi aggiorno e incrociamo le dita».

Poi nel pomeriggio l’ultimo colpo di scena: il volo militare cancellato e le due donne in attesa di salire sul primo aereo diretto in Europa. «Mia moglie e mia suocera - spiega il marito poco prima delle undici di sera - sono in aeroporto. Sperano di poter salire su un aereo della compagnia olandese Klm, che però al momento è pieno, oppure su un charter. Ma al momento sono ancora bloccate».

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