Ok alle terrazze a tasca e al cemento in giardino: ecco il nuovo piano urbanistico di Pietrasanta

Approvato venerdì 26 novembre in commissione e in attesa di approdare in consiglio comunale, sdogana nuove opzioni e fa scoppiare la polemica

PIETRASANTA. Via libera agli annessi per gli animali da caccia, ai giardini da utilizzare per l’ampliamento delle proprie abitazioni e alle terrazze a tasca. Il nuovo piano urbanistico, approvato venerdì in commissione e in attesa di approdare in consiglio comunale, sdogana nuove opzioni che non sembrano però appartenere alla realtà pietrasantina, come sottolineato dal Partito Democratico.

«Le terrazze a tasca – che vengono realizzate in vani incassati nel tetto – da sempre non sono previste nell’edilizia cittadina. Il Piano – fanno sapere Rossano Forassiepi e Nicola Conti – sarà devastante per il territorio, sia in termini di quantità di nuova edificazione, sia in termini di complessità e contraddizione delle normative che creeranno ulteriori problemi di applicazione. La massiccia quantità di nuova edificazione prevista, oltre a stravolgere il territorio e la corretta proporzione tra costruito e verde, andando a saturare i giardini, creerà un importante aggravio delle condizioni di permeabilità delle acque e peggiorerà quindi la sicurezza idraulica di molte aree, come dimostra la previsione di costruire villette in una vasca naturale in via Leopardi. Per altro tutto questo mattone è giustificato da una previsione di crescita della popolazione che contraddice ogni dato scientifico e statistico con un incremento di circa il 7. 5% di abitanti quando il trend a Pietrasanta dal 2010 è invece negativo nell’ordine meno 1.2%. Previsione del tutto sbagliata inserita nel Piano solo per consentire una densificazione assurda a vantaggio solo alla cementificazione e della rendita fondiaria, senza alcuna politica legata alla prima casa e con la sola certezza di ritrovarci tra pochi anni il territorio deturpato e pieno di abitazioni come quelle di via Primo Maggio invendute e disabitate».


Con il PD che, al momento del voto in sede di commissione ha deciso di non partecipare «in quanto i documenti – precisano Forassiepi e Conti – sono arrivati all’ultimo momento. Parliamo di oltre 1500 pagine, più di 30 tavole da leggere e studiare in meno di 24 ore: per un voto consapevole rappresentano uno sfregio alle istituzioni e ai suoi rappresentanti. Non abbiamo avuto il tempo di verificare nostri eventuali profili di incompatibilità che potrebbero impedire il voto o condizionarlo, non vogliamo dunque pensare che la maggioranza abbia avuto maggior tempo – rispetto all’opposizione – sia per fare questa necessaria verifica sia per strutturare un voto consapevole».

L. B.

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