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A Viareggio aumentano chiamate e sms truffa per svuotare il conto corrente. Ecco cosa fare se contattati

Un agente della Polizia postale al lavoro (Foto d'archivio)

Confconsumatori denuncia: ci sono sempre più casi di frodi attraverso il telefono

VIAREGGIO. È capitato anche a voi? L’sms “trappola” dallo stesso mittente ufficiale dell’istituto di credito, la strana telefonata che apparentemente proviene dallo stesso numero verde della banca... tutto per carpire dati ed effettuare prelievi da conti e carte.

Le truffe telematiche (vishing e phishing, entrambe mirate a carpire informazioni sensibili alle vittime per scopi illeciti, come il furto di identità, le truffe finanziarie o l’accesso abusivo agli account digitali) sono purtroppo in aumento, e nonostante i risultati che Confconsumatori continua a ottenere per le vittime, è fondamentale che i cittadini prevengano il problema evitando a monte le trappole.

L’associazione ha registrato nei mesi scorsi un crescendo di casi che vanno dalla clonazione della carta Nexi, dalla sottrazione e successiva modifica dei codici pin e di accesso all’home banking, fino al furto dei dati personali degli utenti che si sono visti sottrarre dal proprio conto corrente o carta di credito anche importi rilevanti.

«Si va dal caso dell’anziano pensionato che si è visto sottrarre l’intero saldo del proprio conto corrente – spiega l’avvocato Francesca Galloni, responsabile degli sportelli Confconsumatori di Forte dei Marmi e di Massa – alla signora che si è vista addebitare due operazioni per circa 2.000 euro sulla propria carta di credito dopo aver ricevuto una telefonata da sedicenti operatori del proprio istituto bancario, fino alla cliente di Poste alla quale è stata bloccata la carta presso uno sportello Atm e da quel momento si è vista sottratti circa 1900 euro dal proprio conto corrente».

La casistica è varia e articolata «ma la cosa che accomuna tutte queste vicende è che l’ignaro utente viene contattato o da sms, telefonate o da mail che non si differenziano in alcun modo dai canali ufficiali degli istituti di credito».

La Confconsumatori, dopo aver effettuato i dovuti reclami, ha già espletato varie procedure di mediazione nelle quali si registra la sola partecipazione della Banca e mai di Nexi Payments Spa, la società che vende e gestisce le carte di credito tramite il Sistema bancario.

«Quello a cui si assiste – commenta Galloni – è letteralmente uno scaricabarile tra Banca e società della carta di credito, ognuna invocando la responsabilità dell’altra … e in mezzo c’è sempre il consumatore danneggiato».

In altri casi, sono stati presentati dei ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario che si sono conclusi con pronunce a favore dei consumatori, «per le quali, purtroppo, si registra nella maggior parte dei casi il mancato adempimento alla determina da parte della Banca o Poste Italiane, costringendo così i consumatori ad agire in giudizio per vedersi restituito il maltolto». RIPRODUZIONE RISERVATA

Cosa fare se ci contattano

Mai fidarsi, anche se il mittente sembra “genuino”

VIAREGGIO. Uno dei casi che lo sportello sta seguendo, spiega l’avvocato Galloni, riguarda una associata lucchese che si è vista sottrarre proprio nel periodo di lockdown circa 8mila euro dal proprio conto corrente postale, tramite il solito sistema del phishing, ricevendo il messaggio “Poste italiane informa che ha limitato la sua carta/conto per mancata verifica della sicurezza web Psd2; Riattivala ora” indicando un link , al quale seguivano Sms, telefonate ed e mail. «L’Abf – spiega l’avvocato Galloni – si è pronunciato a favore della donna, condannando Poste a restituire l’ingente importo di oltre euro 8000, applicando il principio dell’art. 10, comma 1, del D.Lgs. 11/2010. Unica nota dolente: Poste Italiane, chiamata ad adempiere, con un comportamento contestabile, non ha ancora restituito l’importo di oltre 8mila euro, dunque è stata avviata una causa». Ma ecco i consigli utili per evitare le truffe telefoniche: «Non prendere assolutamente in considerazione la richiesta telefonica di effettuare bonifici per pagare servizi o utenze, o le richieste di denaro anche in relazione a parenti stretti cui il frodatore potrebbe alludere; non fornire alcun tipo di informazione finanziaria ad operatori telefonici con riferirmento ai dati del vostro conto o della vostra carta di credito ricordando che nessuna Banca o altro soggetto di natura finanziaria può chiederti telefonicamente le credenziali di accesso o mandarti sms per segnalare presunte anomalie. In caso di dubbi, contattare la propria banca e chiedere ragguagli». Cosa fare se ci si rende conto di aver subito una truffa? «Sporgere querela verso ignoti alle Autorità competenti, disconoscendo esplicitamente le operazioni finanziarie che ci sono state illegittimamente attribuite; in caso di frodi su carte di pagamento, bloccare immediatamente la carta chiamando il servizio clienti della tua banca o emittente; inviare una raccomandata alla banca evidenziando i fatti ed allegando sempre copia della denuncia e di un documento di identità».  RIPRODUZIONE RISERVATA