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Cameriere viareggino morto per Covid a 67 anni. Il racconto della moglie: «Era positivo da un mese» 

Aveva lavorato a lungo nei locali della Darsena. «Non aveva ancora fatto il vaccino e non aveva altre patologie»

VIAREGGIO. La pandemia è sempre lì e ancora una volta è un lutto a ricordarcelo.

Un altro viareggino è morto a causa del Covid 19: si tratta di Marco Iacopini, che aveva 67 anni. Il decesso è avvenuto all'ospedale San Luca di Lucca dove era stato ricoverato, perché al Versilia non era stato ancora riaperto il reparto Covid.

«Prima di contrarre il virus, non aveva avuto altre patologie – racconta la moglie Alessandra –: ce ne siamo accorti in quanto aveva avuto la febbre. Per una verifica ha fatto il tampone e in attesa dell'esito, comunque la nostra famiglia si è messa in quarantena spontaneamente e per questo abbiamo avuto delle parole di elogio da parte dell'Asl. Lo abbiamo fatto per un senso di responsabilità, per evitare rischi anche ad altri. Mio marito non aveva ancora fatto il vaccino. È risultato positivo il 26 ottobre scorso e accusando poi i sintomi del virus, è stato ricoverato in ospedale a Lucca».

Per Iacopini in un primo momento c’è stato il ricovero nel reparto di malattie infettive del San Luca. «Poi – continua la moglie – con l'aggravarsi delle condizioni di salute è stato messo sotto ossigeno e trasferito in terapia intensiva, dove però non è riuscito a guarire, fino purtroppo al decesso».

Iacopini era molto conosciuto in città: ha lavorato infatti come cameriere per circa undici anni al ristorante "Barco Bestia" in via Coppino in Darsena con Nicola Guidotti. Poi, sempre insieme a Guidotti, si era trasferito al ristorante “Mezzo Marinaio”, dove ci ha lavorato diversi anni. Ha contribuito anche lui, con gli altri dello staff al boom dei due locali in Darsena, che per anni sono stati dei veri e propri punti di riferimento della ristorazione per tanti viareggini, ma non solo. Poi ha cambiato decisamente lavoro e si è trasferito sotto le logge al mercato di Piazza Cavour dal cugino Giuliano, dell'omonimo negozio di calzature che è molto conosciuto in città, fino al raggiungimento della pensione.

Proprio quando era arrivato il momento di potersi godere un po’ di meritato riposo, ha contratto questo maledetto virus che l'ha portato via troppo presto, dall'affetto della moglie Alessandra e dei figli Jasmine, Nicole e Luca. Era un grande tifoso della Juventus e ironia della sorte si è sentito male proprio il giorno che giocava la sua squadra del cuore che non ha potuto vedere all'opera. Il funerale a cura della Croce Verde è fissato per domani alle 15 alla chiesa di Don Bosco al Marco Polo. Che il Covid non molli la prese lo dimostrano anche i numeri dei contagi durante gli ultimi sette giorni, comune per comune, resi noti dal presidente della Regione Eugenio Giani. In Versilia ci si ferma di poco sotto quota cento, a 95; a Viareggio poco meno della metà dei casi, con 44. Numeri che ancora sono sotto controllo – così come i ricoveri all’ospedale Versilia – ma che, soprattutto dopo la scoperta della variante Omicron, non fanno certo dormire sonni tranquilli.

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