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Nuovo Piano regolatore del porto di Viareggio: via dal Burlamacca le barche piccole

Un'immagine del canale Burlamacca e delle imrbarcazioni piccole ormeggiate (foto d'archivio)

La previsione è che, insieme a quelle ormeggiate della Madonnina, vadano nell’attuale mercato ortofrutticolo

VIAREGGIO. Meno barche di piccole dimensioni e spazio alla barche grandi per cambiare radicalmente volto al porto di Viareggio. È il filo conduttore di un Piano regolatore portuale al quale l’Autorità portuale regionale, tutti gli Enti interessati a partire dal Comune di Viareggio, le aziende, le associazioni di categoria, il Consorzio Navigo, hanno lavorato dal 2014. Variante di Piano regolatore che avrebbe dovuto vedere un passaggio pubblico, con la città, nel luglio 2020: se non fosse intervenuto il rinvio a settembre delle elezioni amministrative che ha allungato l’attesa. Da allora, il Tirreno, si è messo a “caccia” di tutti gli elementi possibili per portare alla luce del sole se non i particolari – che rimangono custodite nelle carte mai rese pubbliche – almeno gli elementi portanti della Variante.

Il racconto che rimbalza di bocca in bocca tra coloro che hanno partecipato alla “costruzione” della Variante punta per prima cosa sul concetto di riorganizzazione di tutto il porto, 350mila metri quadrati di specchi acquei con sei darsene (Nuova, Madonnina, Europa, Italia, Toscana, Lucca).


Iniziando proprio dall’estromissione della cosiddetta “nautica sociale”, ovvero le imbarcazioni più piccole. Dalla Madonnina, così come dal canale Burlamacca – si racconta – e tutto torna con la discussione che ha attraversato tutto l’iter del nuovo Regolamento urbanistico. Durante il quale sono state respinte tutte le osservazioni – a partire proprio da quelle presentate dalla Autorità portuale nazionale – relativamente alla creazione di un porto a secco in quello che oggi è il mercato all’ingrosso dell’ortofrutta. Una struttura da quasi 300 barche, questi i numeri circolati all’epoca della discussione sul regolamento urbanistico. Buona parte delle quali “traslocate” dall’approdo turistico della Madonnina (oggi della società pubblica ICare) e il resto dal canale Burlamacca. Che conta oggi tra le 300 e le 400 barche (ci sono state ordinanze della Capitaneria che hanno fatto “pulizia” dei natanti abbandonati e i numeri variano a seconda della stagione). Un numero destinato a diventare poco più di un centinaio di barche ormeggiate. Mentre i grandi yacht andranno a occupare la nuova Madonnina che si doterà di nuove strutture, nuovi edifici e di parcheggi come peraltro già previsto dal Piano regolatore portuale vigente, datato 2007 e sono in piccola parte attuato.

Barche grandi anche al Triangolino – come già da progetto dell’amministrazione del sindaco Marco Marcucci – concessione in capo a “ICare”, con scadenza fino al 2033, per la quale il sindaco Giorgio Del Ghingaroha annunciato, qualche anno fa, l’intenzione del Comune di procedere anche senza la Regione nella costruzione dell’approdo turistico per grandi imbarcazioni, con un costo ipotizzato di 15 milioni. Approdo turistico che andrebbe a estendersi su una superficie complessiva, come da progetto originario, pari a 25.560 metri quadrati e 26.500 metri quadrati di specchi acquei, nel quali realizzare un molo di ormeggio su pali in cemento. Per non più di una decina di maxi yacht, mentre il progetto originario prevedeva che al Triangolino fossero traslocate tutte le 500 barche molto più piccole della Madonnina. Il che significa una spesa di denaro pubblico per posti barca da un milione e mezzo ciascuno, spesa totale che comprende tutti i servizi che l’approdo fornirà, ristorazione compresa.

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