Aneddoti, lettere e ricordi. Viareggio saluta il bar Sor Emilio: «Così finisce la nostra vita bella»

Decine di messaggi da parte dei vecchi clienti dello storico locale all’angolo di via Paolina e via Verdi tra partite a carte, insegnamenti e vecchi amici

VIAREGGIO. È una stagione che si chiude, come un ombrellone a settembre. Come quei profumi che ti aprono vecchi mondi. Dentro, c’è la vita bella, che oggi sembra ancora più lontana. Perduta. E allora ricordi, aneddoti, pezzi di cuore e d’infanzia tornano a galla. Proprio oggi che il bar “Sor Emilio”, storico locale all’angolo di via Paolina via Verdi ha abbassato la saracinesca per l’ultima volta. È vero, diranno, era solo un locale, ma tra un tavolo, un mazzo di carte e un caffé c’è universo. Diverso. Unico per ognuno che lo vissuto, accarezzato. Ecco perché ha fatto così scalpore la chiusura dello storico locale che era un pezzo di storia e di città. E dopo le motivazioni che il titolare Aguinaldo “Aldo” Bellotti ha raccontato al “Tirreno”, in tanti sono dispiaciuti per questa decisione.

Adesso, però, vedremo se ci sarà qualcuno che potrà dare un lavoro ad Aldo, che a 55 anni non è facile trovare, però lui ci spera. Sono stati in molti che hanno voluto ricordare le proprie esperienze trascorse all’interno di questo locale. Sono diversi quelli che si sono aggiunti a Stefano Ciregia, uno dei tanti clienti, che ha scritto «ieri un mito da oggi leggenda». L’avvocato Enrico Marzaduri, uno abituato a codici penali e aule di tribunale ha fatto un tuffo nella sua infanzia e ci ha trovato una fotografia di lui bambino: «Papà che gioca a carte ed io che lo faccio smettere, perché mi doveva portare in Passeggiata». Giuliano Passaglia, «ci andava a giocà a carte il mi nonno, ogni tanto la mi nonna mi mandava a chiamarlo erano gli anni Sessanta». Maurizio Baccilli: «Ricordo quando appena dicoottenne gli aggiustavo la macchina del caffè». Alessandro Meciani, «Aldo compagno di scuola al Real Collegio dell’Iti». E ancora Marco Cinquini: «L’ultimo bar come una volta ha chiuso». E Marcella Malfatti aggiunge: «Quante domeniche pomeriggio con i miei genitori nei primi anni sessanta».


Tra i tenti ricordi c’è anche quello del medico e Re Carrnevale Enrico Petri. «Leggendo i giornali – scrive – ho letto una triste notizia, la chiusura del bar “Sor Emilio”, uno dei locali della mia giovinezza, dove si giocava a biliardo, alle carte a briscola o alla bestia. Non c’era alcol, né altre cose, ma una serie di persone anziane che ci volevano bene come figlioli, che ci hanno insegnato il rispetto per tutti e tutto. Un saluto e un abbraccio al papà di Aldo, che poi è rimasto da solo a gestire il bar, ad Angelo, Nilo e tutti gli altri che non ci sono più per l’età. E un ricordo al nostro vero amico Lino Mannocci e gli altri amici che ci hanno lasciati. Ora sono tutti in Paradiso. Grazie Sor Emilio a te a tutti gli altri locali che purtroppo non ci sono più e grazie alla nostra Viareggio di quei tempi che ora purtroppo non c’è più».

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