Caos tamponi in Versilia: novanta test al giorno per le scuole. Ecco come si riorganizza l’Asl

Gli accertamenti su studenti e insegnanti sono diventati un terzo del totale. Il direttore Campani: «Dobbiamo intervenire»

VIAREGGIO. L’Asl è sotto assedio per il boom di tamponi a studenti e insegnanti. Le nuove regole anti-Covid per elementari, medie e superiori - in nidi e materne la situazione è invariata - fanno sì che si riversi sul personale in servizio al Versilia un carico di lavoro giornaliero sempre più importante: ogni 24 ore in zona ospedale si fanno 80-90 tamponi solo per le scuole, un terzo del totale sul territorio (circa 300 al giorno).Com’è noto, dall’8 novembre è richiesta un’attività di controllo più capillare sui sospetti casi Covid tra i banchi. Serve, da un lato, a evitare il ricorso alla didattica a distanza in caso di un positivo in classe; dall’altro a individuare più velocemente lo sviluppo del contagio.

Dai 6 anni in su non basta un caso positivo per mettere in quarantena studenti e insegnanti: ne servono tre. È richiesta, però, una procedura di controllo (detta testing) con due tamponi a testa nel giro di poco tempo: uno entro 48 ore, il cosiddetto "Tempo zero", e l’altro dopo cinque giorni, il "Tempo cinque". Il succo di tutto questo è che, per evitare la didattica a distanza, bisogna fare più tracciamento sul territorio.«Ogni pediatra della Versilia - conferma Stefano Castelli, coordinatore dei pediatri versiliesi - riceve 15 richieste al giorno per tamponi da fare ai bambini che presentano sintomi riconducibili al Covid, come tosse, raffreddore e così via. Poi ci sono quelli che devono fare il tampone perché sono stati a contatto con un caso positivo, che si aggiungono agli altri. Tutte prescrizioni che noi firmiamo a getto continuo; poi gli esami vengono fatti in linea di massima dall’Asl».

Esistono, infatti, degli spazi e degli orari dedicati proprio ai bambini, ragazzi e insegnanti: per loro i test vengono fatti nel parcheggio dell’ospedale Versilia (dal lunedì al sabato, con orario 11-14) e a Villa Pergher, accanto all’ospedale (domenica, dalle 13 alle 14). Queste cosiddette "finestre", a cui si accede senza prenotazione e solo con prescrizione del pediatra e del medico, stanno però mettendo in crisi il servizio. Che già deve fare i conti con un aumento generalizzato dei tamponi richiesti: nell’ultima settimana in Versilia ne sono stati fatti 2.103, con un incremento del 6 per cento rispetto alla settimana precedente. Del resto i contagi aumentano, i sintomi sospetti pure ed è inevitabile che possano crearsi degli imbuti. Domenica scorsa, per esempio, i tamponi richiesti per i contatti stretti di uno studente delle medie risultato positivo hanno portato a qualche momento di caos: gli utenti non conoscevano l’orario corretto e si sono presentati a Villa Pergher con largo anticipo, salvo poi decidere di rimanere. Creando così un ingorgo con chi stava arrivando.

«Il sistema ha bisogno di una messa a punto - ammette Alessandro Campani, direttore della zona distretto Asl Versilia - Credo che ci confronteremo anche con le scuole per una riorganizzazione del servizio. Che in questo momento si trova di fronte un afflusso rilevante di utenti. Posso anticipare che amplieremo gli orari e faremo un accesso in base all’iniziale del cognome. In questo modo sarà un po’ più agevole stare dietro alle molte richieste, che come ricordo arrivano senza prenotazione e non sempre all’orario che abbiamo indicato».Secondo il rappresentante dei pediatri Castelli «il sistema sta gestendo finora bene un continuo aumento della domanda di tamponi. Non vedo grosse smagliature e mi pare che l’accesso sia garantito nei tempi corretti. Sono preoccupato, però, per le prossime settimane - conclude - ho la sensazione che il numero di casi positivi, o comunque sospetti, tra i bambini sia destinato ad aumentare. A quel punto potremmo andare in difficoltà serie».

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