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Colloquio-casting per un lavoro al Forte, la carica dei cento: «Il nostro sogno è un posto fisso»

Dal giovane al 50enne per entrare nel gruppo “My Maitò”: «Alcuni li assumeremo subito, ma cerchiamo ancora» 

FORTE DEI MARMI. C’è il diciannovenne, un po’ titubante ed emozionato al suo primo colloquio. Ma anche uomini e donne sopra i quaranta e cinquant’anni, con alle spalle molti impieghi stagionali ed esperienze lavorative tra le più variegate. Benvenuti ai colloqui casting per un lavoro. Dove si intrecciano emozioni, speranze e sogni del mondo variegato di chi è in cerca di un posto. Accomunati tutti dalla voglia di mettersi in gioco e spinti fin qui da tutta la Toscana ma anche da fuori regione.

Ieri nel parcheggio dello storico ristorante Maitò di Forte dei Marmi la fila di candidati per prendere parte al casting indetto dal gruppo “My Maitò” – fondato nel 2019 e con a capo l’imprenditore pistoiese Lorenzo Nesti (oggi proprietario anche del grand hotel Principe di Piemonte a Viareggio, oltre che dello stabilimento Maitò Beach e del vicino hotel Giada) – non si è fatta attendere: poco dopo l’apertura dei cancelli (intorno alle 10) fino a mezzogiorno il viavai è stato continuo, salvo poi interrompersi all’ora di pranzo e riprendere alle 14.


Alla fine i colloqui sono durati fin dopo il termine previsto, prolungandosi anche oltre le 16: un centinaio i curricula raccolti dai capi-servizio (la responsabile del personale di sala Fortjala Gjekmarkaj, l’executive chef Gianluca Tolla, il capo-pasticciere Simone Di Motta e il responsabile del settore bar e spiaggia Matteo Ceccarelli) che, seduti intorno ad un tavolo all’interno del ristorante, si sono spesi in prima linea per selezionare i tanti candidati che hanno aderito all’iniziativa.

«Siamo molto soddisfatti del risultato di questa giornata – commenta Hanina Bensellam, dirigente responsabile del gruppo My Maitò – abbiamo tante posizioni ancora aperte nei nostri locali, dal ristorante Maitò al Maitò Beach, pertanto abbiamo bisogno di tante persone qualificate da assumere, anche nell’immediato: personale per le pulizie, per la sala, in cucina. Bisogna considerare poi – spiega – che il ristorante resterà aperto tutto l’anno, ma anche i locali dello stabilimento balneare (con ristorante sulla spiaggia annesso) rimarranno in attività dal periodo di Pasqua fino a metà ottobre, visto che il meteo in Versilia permette di allungare in questo modo la stagione».

In cantiere inoltre il completamento della nuova piscina del beach club mentre stanno proseguendo i lavori per il Maitò Art Hotel (al posto dell’ex hotel Giada a Forte dei Marmi) che potrebbe vedere la luce nel 2023.

Se questo riguarda la sponda fortemarmina del gruppo, a Viareggio sono già in corso i lavori di ristrutturazione al grand hotel Principe di Piemonte che diventerà così una struttura “cinque stelle lusso” per tutto l’anno.

Tra i tanti candidati che ieri si sono presentati, circa una ventina saranno selezionati per una prova mirata all’inserimento immediato e all’assunzione: alcuni profili particolarmente interessanti – fanno sapere dal gruppo My Maitò – sono addirittura già stati individuati e a giorni (probabilmente già la prossima settimana) saranno messi alla prova.

«Ad oggi il nostro personale ammonta ad una trentina di persone – spiega Hanina Bensellam – ma circa altrettante ne vogliamo assumere in tempi brevi, avvicinandoci man mano all’inizio della stagione estiva. Con l’arrivo momento clou dell’attività – annuncia – apriremo poi le assunzioni anche agli stagionali per raggiungere un totale di 100-110 persone all’attivo nelle varie strutture».

Da prevedere quindi, con l’avvicinarsi di aprile e l’inizio della stagione estiva, un secondo blocco di assunzioni ancora più ingente (nell’ordine di circa 60-70 posti). E non è da escludere – visto il successo di questo primo esperimento – il ripetersi di una giornata dedicata ai casting.

COMMIS DI CUCINA

Gabriele Guadagnucci

Non è nuovo in Versilia, nonostante abbia 22 anni: lo scorso anno ha lavorato all’hotel Augustus, sempre a Forte. Ieri invece Gabriele Guadagnucci, di Marina di Massa, si è presentato al casting per entrare nel Gruppo My Maitò proponendosi come commis di cucina. «Ho alle spalle cinque lavori stagionali nel settore alberghiero – racconta – volevo sperimentare la ristorazione vera e propria, anche per imparare i ritmi e le nuove tecniche di una cucina come quella del Maitò. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un cuoco professionista: credo sia giunto il momento, dopo aver sempre lavorato una volta uscito dall’istituto alberghiero, di alzare il livello e capire se questa è la mia strada. Per questo spero ancora in un lavoro stagionale, per capire quale strada sia la migliore per me».

AIUTO CUOCO

Federico Perri

Fresco di scambio culturale con l’estero – dopo un soggiorno a Marsiglia – e con alle spalle un solo stage con l’istituto alberghiero di Montecatini. Federico Perri, 19 anni di Pistoia, ha sostenuto il suo primo colloquio di lavoro di fronte ai capi-servizio del gruppo My Maitò. Con la prospettiva, se tutto andrà per il verso giusto con le selezioni, di trasferirsi da solo in Versilia per lavorare. «Ho trovato un ambiente molto positivo e prospettive interessanti – racconta, entusiasta, una volta terminato il casting per aiuto cuoco – alla fine si tratta del tipo di carriera che voglio intraprendere: il mondo della ristorazione è quanto di più stimolante riesca ad immaginarmi. Se mi reputo una “mosca bianca”? Non saprei – ammette – anche se effettivamente dei miei compagni di classe solo meno della metà ha deciso di intraprendere questa strada».

HOSTESS DI SALA

Paola Bini

È arrivata direttamente da Firenze, dopo un stagione estiva in una struttura ricettiva nell’area della Tuscia, nel Lazio. Paola Bini sa bene di non avere 20 anni come molti altri candidati in coda insieme a lei in attesa di un colloquio, ma è anche consapevole di avere alle spalle un bagaglio di esperienze invidiabile. «Sono una donna over-50 in cerca di un’occupazione da hostess di sala – racconta – ho lavorato per molti anni nei settori del turismo e del commercio, spesso con ruoli di coordinamento e di responsabilità e anche all’estero. Però ora siamo entrati in un periodo in cui la stabilità sembra un sogno irraggiungibile e spesso bisogna adattarsi per trovare lavoro, a qualunque età. Non avendo famiglia e figli – ammette – per me è stato sicuramente più facile che per altri, ma mi sono dovuta comunque rimettere in gioco».

AIUTO CUOCO

Andrea Lippi

L’emozione del primo colloquio di lavoro, il curriculum stretto in mano. «Ho scoperto del casting grazie agli articoli sul Tirreno – spiega terminato l’incontro – mi hanno già proposto una prova di qualche giorno per capire se posso o meno reggere la portata di lavoro in una cucina come quella del Maitò: sono molto soddisfatto dell’opportunità». Per Andrea Lippi, 21 anni originario di Massa, lavorare nel mondo della ristorazione sarebbe un sogno. «Mia madre è infermiera, mi aveva inizialmente spinto verso il cammino universitario – ammette – ma avendo fallito il test d’ingresso per tecniche di laboratorio ho deciso di non rimanere con le mani in mano ma di provare a seguire questa strada, anche per capire se sono portato come spero. Sono molto felice il livello al Maitò è molto alto ma finora sono stati tutti molto gentili e disponibili».

CUOCO

Mohammed Altaf Hossain

Sorride all’uscita dal colloquio Mohammed Altaf Hossain, 44enne originario del Bangladesh ma da 15 anni nel nostro Paese: dopo 11 anni trascorsi a Roma si è trasferito a Lido di Camaiore e si è fatto un nome nel mondo della ristorazione e del turismo versiliese. «Ho iniziato a lavorare al ristorante Filippo di Pietrasanta – racconta – ma dovendo andare a lavoro in bicicletta, ed essendo stato investito per ben due volte in quel periodo, ho deciso di cambiare e scegliere un luogo più vicino da raggiungere: prima al Principino a Viareggio, poi alla pasticceria Il Giglio di Tonfano e infine proprio al Maitò. Mi sono ripresentato ai colloqui perché negli ultimi mesi sono rimasto bloccato in Bangladesh a causa della pandemia, dove ero tornato per visitare la mia famiglia. Ora voglio rimettermi quanto prima a lavorare».

ADDETTA ALLE PULIZIE

Valentina Benedetti

Due bambini e la ricerca di un lavoro che, oltre a essere una necessità, rappresenta anche una possibilità di realizzazione al di fuori della cerchia familiare. È con questo spirito che Valentina Benedetti, 39 anni di Camaiore, si è messa in coda per un colloquio al Maitò: in mano un curriculum come addetta alle pulizie in vari stabilimenti balneari della Versilia. «Ho fatto tanti lavori in passato, poi nel 2016 ho iniziato a costruirmi una famiglia con i miei bambini e per qualche tempo ho smesso per dedicarmi interamente a loro. Adesso che sono un po’ più cresciutelli – spiega – per cui mi sono rimessa in gioco. Il sogno ovviamente sarebbe avere un stabilità ma andrebbe bene anche un impiego stagionale. E non solo per il budget familiare – dichiara – ne ho bisogno anche per tornare a sentirmi utile al di fuori del mio ruolo di madre».

CUOCO

Mattia di Valentino

Alzare l’asticella delle ambizioni, gettandosi in una nuova avventura nel mondo dell’alta ristorazione. Ha le idee ben chiare Mattia Di Valentino, 23 anni, mentre aspetta fuori dal Maitò di essere ricevuto per un colloquio come cuoco: alle sue spalle un bagaglio di esperienze che l’hanno visto lavorare nelle cucine di ristoranti sia in Ligura, alle Cinque Terre, sia all’estero. «Ora voglio cambiare – racconta – lavoro come cuoco fin da quando ho 16 anni, ho viaggiato molto ma sento il bisogno di fare un’esperienza diversa, portare le mie abilità ad un livello più alto rispetto a quello attuale. Il progetto del Maitò è di certo diverso da quello di un semplice ristorante in una località turistica, lo ritengo professionalmente più stimolante. Ho voglia di imparare – spiega – oltre che di trovare una stabilità lavorativa in un settore che so essere la mia strada».

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