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In Versilia buttano giù il pennone record per salvare il bagno dall’asta

Il pennone del bagno Elena riverso sulla sabbia

Alto 25 metri, era lì dal 1992 come simbolo di sfida con gli altri stabilimenti. I gestori dell’Elena: «Non è un addio, tornerà anche se non così alto»

LIDO DI CAMAIORE. Giuseppe Bianchi aveva issato quel pennone, nel 1992, per sfida. Per vincere un gioco puntiglioso con gli stabilimenti balneari vicini. Aveva fatto costruire quel pennone alto 25 metri da una ditta di Camaiore: «Mi ricordo che lo chiamavano il biondino o il ricciolino», dice Beppe. E così con quell’asta con la bandiera dell’Italia e altre dei paesi europei aveva stabilito il primato in altezza di tutti i bagni della Versilia. Oggi però quel palo altissimo, sul quale alcuni si sfidavano a scalarlo a mani nude, è stato tolto per far posto all’ampliamento del bagno Elena di Lido di Camaiore che oggi è gestito dal figlio di Giuseppe, Nicola Bianchi. Una ristrutturazione che porterà una veranda più ampia (nel punto dove si trovava proprio il pennone), grazie alla quale alla famiglia Bianchi è stata concessa una proroga alla concessione: nel 2024 non dovrà mettere all’asta il loro storico bagno.

«Abbiamo dovuto toglierlo – spiega Nicola – perché a causa della direttiva Bolkestein stiamo facendo dei lavori di ampliamento del bagno. Però il pennone verrà spostato più avanti, e sarà l’occasione per restaurarlo dato che ha quasi 30 anni». E una volta piazzato di nuovo forse non sarà più così lungo. Tuttavia la famiglia Bianchi grazie all’investimento che sta facendo sul proprio stabilimento balneare potrà continuare a gestirlo per altri anni dopo il 2024, anno in cui in base alla recente sentenza del Consiglio di Stato i bagni dovranno andare all’asta. «Grazie a un “atto formale” fatto con Regione e Comune ci concedono altri anni per ammortizzare l’investimento affrontato – prosegue Nicola -. È previsto l’ampliamento della veranda esterna per il bar e il ristorante. E proprio nel punto in cui ci allarghiamo c’era il pennone. Certo, ci è dispiaciuto toglierlo perché era un simbolo storico, e crediamo fosse quello più alto della zona. Di sicuro di Lido di Camaiore».


A ricordare l’impresa fatta per installare quel lunghissimo palo è stato Giuseppe. Anche l’amico balneare Emiliano Favilla ha fatto un post commemorativo. «Ne ho un bel ricordo – racconta Giuseppe – e per me fu una grossa soddisfazione issarlo, e avere il pennone più alto di tutti. Era un gioco fra bagni. E siccome quello accanto lo aveva messo da 21 metri, io decisi di farlo da 25 metri. E quando lo tirammo su fu una cosa impressionante: sembrava che cadesse. Fu un bello spettacolo». Per essere sicuro che la leva fatta dal vento non lo facesse cadere Giuseppe gli fece costruire una base talmente grossa che la pagò sei milioni di lire. «Oggi mi piange il cuore. Ricordo ancora tanta gente che provava a salirci ma arrivava fino a metà. Poi pagai un signore che aveva scalato l’Everest: riuscì ad arrivare in cima e ci mise un fiocchetto».

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