Forte dei Marmi piange la “Lula”, memoria e coraggio del Novecento

È morta a 98 anni. Nel 1947 era stata anche Miss Versilia. Discendente da famiglia di imprenditori, abitava a Roma

FORTE. E anche la Lula se n’è andata. Maria Giulia Tonini Castagni è infatti scomparsa a Roma all’età di 98 anni. La notizia è arrivata al Forte attraverso i social. Per i giovanissimi forse il suo è un nome che non evoca ricordi, ma per chi ha costruito e vissuto il Forte degli anni d’oro, quello più vero, la Lula era un personaggio inimitabile. Sorella di Gianfranco e Giulio Cesare, imprenditori anch’essi molto noti, era una donna forte, vigorosa e molto religiosa. Giorgio Giannelli nel suo “Almanacco” l’ha definita «memoria storica della Versilia» perché con vivido intelletto ha saputo sempre testimoniare ciò che è accaduto tra il Forte e Seravezza in quasi un secolo.

Lula era figlia di Nicola, industriale seravezzino discendente di una famiglia di proprietari di immobili e agri marmiferi dalle antiche origini: l’albero genealogico si interseca con quello di Luigi Angiolini, diplomatico versiliese per il Granducato alla corte di Napoleone.


Lucida testimone del “secolo breve”, affidò anni fa proprio a Giannelli i suoi ricordi: «Noi Tonini – ricorda – si stette a Seravezza fino al 1936 quando si andò a stare al Forte nel casone di via Risorgimento ereditato dallo zio Orazio. L’impatto del Forte fu travolgente. Si trattava di un paesino tutto luce e aria. Una cosa era vedere le montagne da una conca e un’altra vederle dal pontile caricatore».

E nelle sue memorie entrano di diritto tutti i personaggi noti e minuti, mondani e non, che hanno popolato la Versilia: «Il personaggio che si staccava su tutti era Padre Ignazio da Carrara, grande amico dei miei genitori. Era stato in seminario con Padre Pio da Pietrelcina e gli somigliava. Aveva un carattere tremendo, un vero padre padrone. Andò da Mussolini a Roma per farsi finanziare la costruzione ex novo della Chiesa di San Francesco al polverificio. Trovò poi soldi da tutti i quattrinai che d’estate frequentavano la spiaggia, e riuscì a prendere i soldi anche dai soldati del 125° fanteria La Spezia che era di stanza al Forte, nel 1942 prima di partire per il fronte».

«Sembra una bugia – continuano così i suoi ricordi – ma per il Forte il primo periodo della guerra fu una Pasqua. Si riempì di sfollati, tutti ricchi, famiglie di signori che venivano da Torino, La Spezia Livorno. Cito per tutti la famiglia Agnelli, (...) il direttore dei Cantieri Orlando di la Spezia, i Manetti, i Ricci, la famiglia di Giancarlo Fusco. Era tutto un mondo che trasformò il paese in una vera cittadina».

E i ricordi di questa insostituibile testimone del suo tempo, continuano con quello che succede dopo il 25 aprile e l’arrivo della Republica: «Nel dopoguerra il paese si spaccò in due: i comunisti e tutti quegli altri. Ci si trovava al Pizzo del Giannino che non era più il pattinaggio del Romiti ma una pista da ballo».

Intanto, però, qualcosa era cambiato. E Forte non era solo più un puntino sulla mappa della Versilia. «Passati i venti di guerra, feci il mio ingresso alla Capannina, come corrispondente mondana del giornale Il Telegrafo. C’era il mondo dei rotocalchi. Il caso volle – continua Lula – che nel 1947 venni eletta Miss Versilia grazie a una foto pubblicata sui giornali da Bibi Benedetti. E il giorno dell’Epifania mi ero fidanzata con il medico Arturo Castagni (che poi diventerà suo marito, ndr). Era il Forte di Pesciolino (Beppe Innocenti), Aurelio Tonini, Gino Polacci, e di tutte le malelingue del Caffè Principe. E quando ho compiuto 80 anni mi sono trasferita a Roma per vivere accanto alle mie figlie Nicoletta e Elena che fanno le giornaliste». E da Roma probabilmente Maria Giulia Tonini tornerà dopo le esequie in Versilia. Alle colleghe Nicoletta e Elena giungano le condoglianze del nostro giornale.

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