A Cerreta una lotteria in piazza per riparare l’asciugatrice: "Ecco cosa faremo"

Il paese si mobilita per sostituire un pezzo dell’elettrodomestico utilizzato da tutta la comunità

SERAVEZZA. Ci sono storie che sembrano venire da un altro tempo o forse vengono solo da un altro luogo così vicino eppure apparentemente così lontano. La storia è quella di una comunità che è, come quelle di una volta, dove si divide tutto, dove ancora si lasciano le porte aperte, tanto c’è sempre qualcuno che sorveglia e vede chi arriva. Cerreta Sant’Antonio è una comunità di 70 anime, anzi settantuno, perché pochi giorni fa è arrivato un fiocco azzurro fresco che ha messo gioia in tutta il paese a cui si arriva deviando dalla Provinciale che va verso Stazzema, lungo la valle che domina il Vezza. Due curve e si entra in una nuova dimensione, lontano dal traffico della strada principale.

La strada finisce nella piazza: si parcheggia e si prosegue a piedi verso le case disposte lungo i due tracciati principali che si snodano dalla chiesa omonima e terminano presso la fonte pubblica affiancata da un’antica marginetta. Il panorama affaccia sul Matanna e il Nona e sulle prospicienti vecchie miniere del Bottino. Nel 1770, scrive il Santini, il paese contava 21 case, 21 famiglie per 103 abitanti che si occupavano della campagna: quelle case sono sempre quelle di quel tempo. Nella piazza della Chiesa di Sant’Antonio Abate, di metà ’500, oggi ci sono le macchine, che la domenica lasciano il posto ai tavolini conservati dove un tempo c’era l’ambulatorio medico per succulente merende che servono oltre che a stare assieme anche a raccogliere qualche spicciolo per le attività del paese. Nella canonica ci sono le cucine e il biliardino e nella piazzetta antistante l’ingresso della chiesa un canestro da basket per i ragazzi del paese.

Domenica scorsa si è svolta l’ultima merendella in paese che è servita a raccogliere fondi per riparare la asciugatrice a gettoni collocata nella canonica: serve un pezzo di ricambio e invece che una colletta più anonima meglio una giornata con matuffi, castagne, ciacci e panini e una lotteria con premi in natura, prosciutti, formaggi di pecora e vino, per tirar su quel che serve. Numeri andati a ruba in mezza giornata per far tornare in funzione la macchina asciugatrice che l’inverno fa molto comodo quando il freddo si fa sentire e il sole fa capolino poche, pochissime ore al giorno.

Una storia che sembra venire da lontano, in un mondo in cui fa strano condividere la serata in piazza tra i soliti paesani di sempre, una partita a biliardino, due mondine fatte nel bidone di metallo. Due curve e si torna nel mondo che ha fretta e che ci fa scordare il valore della solidarietà e il piacere della condivisione, di una società piccola in cui prevale prevale il senso del noi sul singolo. I cerretini in due minuti sono in piazza a Seravezza, ma vivono con orgoglio questa situazione di vicino isolamento con il loro geometra, il loro idraulico, il falegname, le donne che come sempre sanno fare tutto, persone a cui puoi lasciare le chiavi di casa e riprenderle a sera, prima di tornare ciascuno alla sua casa in questo piccolo mondo distante solo due curve dal traffico.